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La Doria, i dipendenti di Acerra protestano davanti gli uffici dell’azienda ad Angri
Chiesto un incontro con la proprietà e un tavolo tecnico alla Regione per evitare la chiusura della sede ed il trasferimento dei lavoratori.
ACERRA – Un presidio davanti agli uffici della sede centrale dell’azienda: continua la protesta dei lavoratori della Doria di Acerra che ieri mattina hanno protestato davanti allo stabilimento di Angri, considerato ‘centrale’ tra quelli nella disponibilità del gruppo alimentare che fa capo alla famiglia Ferraioli. I 67 operai di Acerra, compresi i sindacati, hanno effettuato un sit-in bloccando a singhiozzo anche alcune strade, ma senza provocare grossi disagi. Hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il capo delle risorse umane della società, in attesa di un vertice con i proprietari programmato per la settimana prossima.
Gli stessi sindacati, inoltre, hanno provveduto ad inoltrare la richiesta di un tavolo tecnico alla Regione, al quale prenderanno parte anche i titolari degli stabilimenti. “Siamo determinati ad andare avanti – hanno sottolineato i manifestanti – e se entro breve non avremo una data sia per il vertice con i Ferraioli che per il summit in Regione, allora andremo a protestare fino a Parma, bloccando lo stabilimento che ci vuole portare via la produzione di Acerra”. Al rientro da Angri, intorno alle 16, gli operai sono rientrati in fabbrica per il turno di lavoro. La protesta di ieri segue quella di mercoledì, quando i lavoratori erano scesi in strada proprio davanti lo stabilimento di Acerra per bloccare la circolazione veicolare di via Pagliarone.
Le manifestazioni di questi giorni sono nate dopo l’annuncio de La Doria di voler chiudere la sede acerrana e trasferire i suoi 67 dipendenti nelle fabbriche del Salernitano ed in quella di Parma, senza sostenere nemmeno i costi di trasferta. A forte rischio, inoltre, anche il futuro occupazionale dei circa trenta operai dell’indotto. Una vicenda che va avanti da ottobre, quando sono iniziati i primi colloqui al Comune di Acerra per evitare di perdere un altro presidio occupazionale del posto. In questo senso lo stesso Comune di Acerra e la Regione Campania avevano già aperto ad ogni possibile soluzione per salvaguardare la presenza dell’azienda sul territorio, con la massima disponibilità a fornire tutte le tipologie di supporto, sia in caso di ampliamento che di un eventuale spostamento in zona Pip.










