Cronaca e Attualità

Omicidio Tortora, condannati i mandanti

Hanno tutti confessato. In due sono collaboratori di giustizia. 

ACERRA – Omicidio Tortora, quattro condanne. E’ quanto ha stabilito la Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli nei confronti di altrettante persone imputate per il delitto di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro. Il ras di Acerra Bruno Avventurato rimedia 30 anni, Ferdinando Rago, 43enne di Melito detto ‘o falegname 28 anni, Giancarlo Avventurato (fratello di Bruno) e Cosimo ‘Mino’ Nicolì, entrambi collaboratori di giustizia, prendo rispettivamente 16 anni il primo e 14 anni l’altro. Si tratta di pene in linea con le richieste della Dda partenopea, pm Giuseppe Visone. Collegio difensivo composto dagli avvocati Domenico Paolella, Domenico Dello Iacono e Saverio Senese.

I fatti oggetto di questo procedimento risalgono a maggio del 2020, quando all’interno del cortile della sua abitazione di via Calzolaio ad Acerra fu ucciso Pasquale Tortora (nella foto). Sono quattro i processi in corso per questo agguato. Dallo stralcio di quello che vede alla sbarra i fratelli Avventurato è scaturito il giudizio a carico di Andrea Aloia, di 23 anni. A maggio, invece, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato i 30 anni di reclusione per Angelo Di Palma, 37enne di Marano mentre ha ridotto a 12 anni la pena per Alessio Galdiero, 32enne di Qualiano, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia, ritenuti gli esecutori materiali del delitto. Un altro filone, invece, vede altri tre presunti fiancheggiatori indagati. Si tratta di Gennaro Pacilio, 56enne di Acerra, la cui posizione è al momento al vaglio, Antonio Annunziata, 37enne di Miano e Vincenzo Bastelli, 35enne di sangiovanniello.

Secondo l’Antimafia i fratelli Avventurato e ‘Mino’ Nicoli sarebbero i mandanti, gli ideatori e gli organizzatori dell’agguato portato a termine poi da Galdiero e Di Palma. Il melitese, invece, su incarico dello stesso Mino avrebbe reclutato i killer e si sarebbe occupato del loro sostentamento, oltre a recarsi nella base logistica del corso della Resistenza ad Acerra ed effettuare i sopralluoghi propedeutici all’esecuzione del delitto. L’omicidio di Pasquale ‘o stagnaro sarebbe nato in maniera particolare, stando al racconto del pentito qualianese, come una ‘offerta’ di Mino agli Avventurato di vendicare la morte del fratello Giuseppe, ammazzato ad Acerra a dicembre 2019.

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