“Ci sono terre molto più inquinate della nostra, che però nel tempo non hanno cambiato denominazione ma intanto è a noi che chiamano Terra dei Fuochi”. E’ quanto ha sottolineato il professore Francesco Pirozzi, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università Federico II di Napoli, nel corso della presentazione al Castello dei Conti di ‘Ecocrazia’, il libro dell’ingegnere Alberto Di Buono. “Si pensava che con questo potessero arrivare risorse – ha spiegato Pirozzi – io penso che questo ci abbia fatto molto male e ci ha penalizzato. Ha penalizzato i produttori per quello che si dice di noi nel mondo. Ha uniformato la condizione di più territori”. Uno degli aspetti di tale questione tema è che tutti a tendono ad esprimere il proprio parere. “I cittadini si dividono tra catastrofisti e minimalisti, ma entrambe le posizioni sono sbagliate”. Pirozzi pone l’accento sull’approccio al problema: “Spesso, vedi il caso Bagnoli, ci preoccupiamo degli effetti che possono avere gli interventi. E intanto per 30 anni non si è fatto niente. Non so se avremo un giorno l’ecocrazia, ma di certo i giovani queste cose le stanno capendo meglio di noi, per fortuna. L’importante è che se ne parli in maniera informata, oltre che appassionata”.
L’ecocrazia secondo l’autore del volume è il miglior modo di governare. “Meglio anche della democrazia – sostiene Di Buono citando Platone, col quale immagina d sorseggiare un caffè – perché con l’ecocrazia i migliori si prodigano per l’ambiente diventando ambientalisti illuminati senza interessi di parte”. Un libro che nasce dall’esigenza di fare chiarezza “quando si sentono troppe inesattezze in giro, perchè la presunta conoscenza crea più problemi del problema in sé”.”Alberto Di Buono rende un quadro chiaro e completo su una tematica assai complessa come quella ambientale – le parole del sindaco Tito d’Errico – e ce ne parla tra falsi miti proiettandoci verso la realtà futura. Ancora una volta nella nostra città si è riusciti a parlare di ambiente attraverso un parterre qualificato”. All’iniziativa, infatti, ha preso parte anche il professore della Federico II Giovanni Covone, astrofisico e scrittore che ha evidenziato come spesso “la politica ambientalista sia una moda molto superficiale”.
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