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Omicidio Tortora, Bruno Avventurato confessa
E’ emerso in apertura del processo dove sono imputate cinque persone. L’orientamento del collegio difensivo è quello di far acquisire tutta la documentazione per una sorta di giudizio abbreviato ‘anomalo’.
ACERRA – Omicidio Tortora, colpo di scena in apertura di processo: confessa il boss Bruno Avventurato. E’ quanto emerso ieri mattina davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli nel corso della prima udienza del dibattimento per il delitto di Pasquale Tortora (nella foto) alias ‘o stagnaro. Il ras di Acerra, difeso dagli avvocati Domenico Paolella e Saverio Senese, ha depositato un memoriale n cui ha ammesso gli addebiti. Anche Ferdinando Rago, 43enne di Melito detto ‘o falegname (assistito dall’avvocato Domenico Dello Iacono), ritenuto il presunto reclutatore dei killer, ha inviato una lettera alla Procura ma che il pm Giuseppe Visone ha tenuto ancora riservata. Sono imputati in questa vicenda anche Giancarlo Avventurato, fratello di Bruno e Cosimo Nicolì, entrambi divenuti collaboratori di giustizia. L’orientamento del collegio difensivo è quello di far acquisire tutta la documentazione per una sorta di giudizio abbreviato ‘anomalo’. Gli avvocati di Andrea Aloia, invece, Antonio Zobel e Raffaele Chiummariello, hanno rinnovato la questione di legittimità costituzionale che non consente ad un soggetto infraventunenne incensurato accusato di omicidio di non poter accedere al rito abbreviato. La Corte, in proposto, si è riservata.
Per l’Antimafia i due fratelli e ‘Mino’ Nicoli’ sarebbero i mandanti, gli ideatori e gli organizzatori dell’agguato portato a termine poi da Alessio Galdiero (oggi pentito) e Angelo Di Palma, entrambi già condannati in primo grado. Il melitese, invece, su incarico dello stesso Mino avrebbe reclutato i killer e si sarebbe occupato del loro sostentamento, oltre a recarsi nella base logistica del corso della Resistenza ad Acerra ed effettuare i sopralluoghi propedeutici all’esecuzione del delitto. Il 23enne acerrano avrebbe partecipato alle riunioni organizzative e preparatorie come persona di fiducia degli Avventurato.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono al pomeriggio del 20 maggio del 2020, quando Pasquale Tortora venne ammazzato nel cortile della sua abitazione di via Calzolaio ad Acerra. Il nuovo filone di inchiesta è scaturito dopo il pentimento di Galdiero: un omicidio nato in maniera particolare, stando al suo racconto, come una ‘offerta’ di Mino agli Avventurato di vendicare la morte del fratello Giuseppe, ucciso ad Acerra a dicembre 2019. Un particolare venuto fuori anche durante l’udienza di ieri.










