Attualità

Mattarella ci insegna la democrazia

Pensavate, italiani, di avere espresso il vostro voto dando il benservito alla grande ammucchiata dei governi tecnici. Credevate stavolta di essere stati chiari scegliendo deliberatamente quelle forze chiamate populiste come fosse un insulto. Dopo due mesi di consultazioni, veti, telefonate e pizzini quasi ritenevate che alla fine la libera espressione del popolo sovrano stesse per vedere la luce in un inedito governo giallo-verde.

Beh, vi sbagliavate: il difficile inizia adesso. Perché il pericolo, altro che populisti, viene proprio da quelle istituzioni democratiche che dovrebbero essere al vostro servizio e che invece sono evidentemente al servizio di altri.

Intendiamoci, non è certo una novità, ma è sempre cosa buona ripetere la lezione affinché anche noi studenti meno attenti non travisiamo. Per questo diciamo il nostro grazie forte e chiaro al venerato maestro che dall’alto della sua saggezza quirinalizia ci ricorda che nominare il premier è prerogativa del Presidente della Repubblica.

L’avvertimento del saggio e paziente Mattarella a Salvini e Di Maio

Nel pieno rispetto, quindi, della gloriosa tradizione degli inquilini del Colle (ricordiamo giusto Scalfaro, Ciampi e Napolitano, senza andare tanto lontano nel tempo), anche l’attuale presidente ha steso il suo manto protettivo sull’esecutivo, con il nobile fine di difendere gli italiani da se stessi, visto che si ostinano a votare male.

Dopo aver attaccato e duramente condannato “la narrativa sovranista” (riferendosi, ovviamente, a Salvini), non perde l’occasione di ribadire che l’ultima parola su Presidente del Consiglio e Ministri della Repubblica spetta a lui.

E pone i suoi paletti, che sono poi gli stessi di sempre: l’Unione Europea e la Nato.

Arrivando fino al punto, secondo Il Giornale, di porre il veto alla Lega per quanto riguarda i ministeri con i dossier esteri. Secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, Mattarella pretenderebbe da Matteo Salvini “una presa di posizione chiara, netta ed inequivocabile sulla politica estera”. A turbare i sogni tranquilli del capo dello Stato sono soprattutto, infatti, le posizioni filo Putin e il rapporto con Mosca (oltre ovviamente alle critiche verso la UE).

Perché sì, cari italiani, va bene la democrazia, va bene la libertà, ma su certe cose non si scherza, perbacco! In fondo, avete già tutte le libertà, tutti i vostri fantastici diritti civili, suvvia! In Europa siete liberi di farvi ammazzare quando più vi aggrada (eutanasia), siete liberi di uccidere i figli nel vostro grembo (aborto), siete liberi di comprare e vendere bambini (utero in affitto), siete di fatto liberi di drogarvi e beneficiate di tante altre magnifiche conquiste del progresso.

Cosa importa, a fronte di tutto ciò, se i mercati, imbeccati da Germania e Francia, dispongono che il vostro governo deve dimettersi?
Cosa importa se gli Stati Uniti prescrivono che quelli che avete eletto non devono essere messi a capo di un governo o parteciparvi come ministri?
Cosa importa se continuano a imporvi manovre e contromanovre economiche il cui unico effetto finora è stato quello di aumentare le tasse, la povertà e la disoccupazione?
Cosa importa se venite obbligati a partecipare a guerre in giro per il mondo ad esportare la democrazia?
Cosa importa se non potete intrattenere normali relazioni con altri paesi perché dall’altra sponda dell’Atlantico hanno così stabilito?
Cosa importa se dovete farvi complici di tutte le menzogne su Iraq, Libia, Siria, Iran, Russia, Ucraina e credere ciecamente alla narrativa americana?

Cosa volete che importi tutto questo?

Libertà politica, si chiamava una volta.
L’unica libertà che sembra aver abbandonato la nostra cara vecchia Europa.

Antonio Schiavone

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Antonio Schiavone

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