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Sedata di nascosto e uccisa: così si pratica l’eutanasia in Olanda

EUTANASIA – Con una incredibile sentenza, pochi giorni fa, il tribunale olandese dell’Aia ha assolto un medico per aver ucciso nel 2017 una paziente affetta da demenza senza il suo consenso.

La donna, ultrasettantenne, nel momento in cui le era stato diagnosticato l’Alzheimer aveva redatto un testamento biologico nel quale dichiarava che avrebbe desiderato l’eutanasia, scrivendo esplicitamente però «solo su mia richiesta quando riterrò che sia giunto il momento».

Nel 2016 la paziente viene rinchiusa dai familiari, contro il suo volere, in una casa di cura nella quale non si trova per nulla bene: inizia a lamentarsi tutto il giorno e, non riuscendo a dormire, vaga per i corridoi durante la notte.

Drogata di nascosto e uccisa

Dunque la famiglia della donna ritiene arrivato il momento di farla fuori. Invece che cercare magari una diversa soluzione all’insofferenza mostrata dall’anziana, i parenti si mettono d’accordo con il medico per somministrarle (mai termine più infelice) il suicidio assistito.

Ovviamente viene deciso di non comunicarlo alla vecchietta, con la scusa – va da sé – di non causarle ulteriore sofferenza.

Tanto più che, secondo il rapporto inviato dalla Commissione di controllo dell’eutanasia, nei giorni prima del decesso (leggi assassinio) la paziente avrebbe più volte dichiarato di non voler morire.

Parole inutili per la dottoressa che, il giorno stabilito, droga la signora di nascosto versandole del sedativo nel caffè e, una volta addormentatasi, inizia la procedura per ucciderla.

Sennonché, dopo la prima delle tre iniezioni necessarie, l’anziana si sveglia e, comprendendo cosa sta succedendo, inizia a dimenarsi e a cercare di divincolarsi. Pertanto il medico, con l’aiuto della figlia e del marito dell’anziana, la immobilizzano e portano a termine la procedura ammazzando la donna.

Riuscite a immaginare la scena? Non si tratta di un vero e proprio omicidio in piena regola, previa aggressione, messo in atto da tre persone nei confronti di una vecchietta malata?

Invece no: tutto legittimo, secondo il tribunale olandese. Svelando così il vero volto dell’eutanasia e del suicidio assistito a quanti – qualcuno magari perfino in buona fede, ma con cattivo uso di ragione – blaterano di autodeterminazione e dignità.

Esistono mura che è meglio non abbattere, confini che è giusto non superare, strade che è necessario tenere sbarrate. L’uccisione dell’innocente è uno dei peccati che grida vendetta al cospetto di Dio. Rendere legale l’omicidio degli incolpevoli è uno dei limiti oltrepassato il quale l’umanità si annienta.

Antonio Schiavone

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Antonio Schiavone
Tags: Eutanasia

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