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Nuovo impianto rifiuti, il Comune di Acerra si oppone
Il fermo no dell’ente nel corso della conferenza di servizi in Regione contro l’insediamento dell’Eurometal.
ACERRA – Nuovo impianto rifiuti, il Comune dice no. E’ quanto emerso ieri mattina nel corso della Conferenza dei Servizi tenutasi presso la Regione Campania. L’ente si è schierato apertamento contro l’insediamento della ditta Eurometal, società che ha chiesto di mettere in esercizio nella zona Asi di Acerra un’attività per la gestione dei rifiuti. Sono già due finora i pareri negativi in merito alla richiesta di autorizzazione che deve essere rilasciata dalla Regione Campania: il primo è stato fatto pervenire nei giorni scorsi a Palazzo Santa Lucia, l’altro è stato presentato proprio ieri durante il tavolo tecnico.
Da sottolineare che Città Metropolitana, Arpac e Asl non erano presenti ma hanno fatto pervenire alcune pareri per iscritto, mentre assolutamente singolare è stata l’assenza – registrata dal verbale – di associazioni, movimenti o comitati ambientalisti.
Netta la posizione espressa dal Comune: la settimana scorsa c’ stato il ‘no’ in conformità della delibera di consiglio del dicembre 2014 che stabilì la moratoria delle industrie inquinanti sul territorio cittadino, mentre ieri mattina è stato ribadito che nel progetto della società non si fa riferimento ad alcun tipo di copertura per quel che concerne le aree destinate allo stoccaggio dei materiali che risulterebbero scoperte, contrariamente a quanto stabilito dall’Asi e che dal progetto non risulterebbero adeguatamente schermate. L’Asl e l’Ato 2 hanno rilasciato parere favorevole ma con delle prescrizioni e delle richieste di integrazione della documentazione presentata in Conferenza dei Servizi, mentre la Città Metropolitana di Napoli non si è potuta esprimere perché non ha ricevuto tutte le necessarie informazioni dalla ditta. Non sono mancate le repliche dei responsabili della stessa società che ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con il Comune, costringendo la Regione Campania a rinviare la seduta ad una data da destinarsi e sollecitando anche il parere degli altri enti che sull’argomento ancora non si sono espressi.










