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Cocaina nel pacco per il marito carcerato, condannata
Il collegio giudicante ha accolto la tesi del suo avvocato ridimensionando l’episodio come fatto di lieve entità. ACERRA – Nei pantaloni che portò al marito in carcere saltò fuori della cocaina, condannata. E’ quanto ha disposto ieri pomeriggio la Sesta Sezione Penale – Collegio B – del tribunale di Napoli nei confronti di una 28enne di Acerra, che proprio in una cella del carcere di Poggioreale aveva sposato un ras della mala acerrana, V.C., di 44 anni. Al termine del dibattimento rimedia 1 anno e mezzo, una pena leggermente inferiore rispetto alla richiesta del pubblico ministero che si era espresso per 2 anni. Beneficia anche della sospensione della pena. Accolta, nello specifico, la linea difensiva del suo legale, l’avvocato Rosa Montesarchio. Il collegio giudicante ha escluso l’aggravante dell’articolo 80, cioè di aver introdotto sostanza stupefacente in carcere, derubricando l’episodio come fatto di lieve entità.
La vicenda risale a qualche anno fa, quando nel corso di un colloquio l’uomo aveva chiesto alla consorte di prendere un paio da calzoni dall’armadio di casa e di portarglieli. La donna puntualmente, all’incontro successivo, si presentò ai controlli con il classico ‘pacco’ contenente anche quei pantaloni. Dalle verifiche della Polizia Penitenziaria, però, in una tasca dell’indumento saltò fuori una dose di cocaina. Di lì cominciarono i guai giudiziari per la ragazza, che si è sempre proclamata innocente.
Un rapporto, quello con l’esponente di spicco della camorra di Acerra, vissuto tra alti e bassi. Dopo il matrimonio in cella, infatti, l’uomo uscì di galera cominciando, però, ad avere un comportamento aggressivo nei confronti della moglie sfociato con una sua denuncia per violenza.
fonte foto camerepenali.it










