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Voto di scambio, il processo: la teste non risponde
E’ una familiare di uno degli imputati, ex consigliere comunale di Acerra imprenditore nel settore della vigilanza privata.
ACERRA – Si è avvalsa della facoltà di non rispondere la suocera di Nicola Ricchiuti, l’imprenditore nel settore della vigilanza privata ed ex consigliere comunale di Acerra che risponde di voto di scambio davanti al tribunale di Nola. Nell’udienza di ieri la donna ha preferito non rispondere alle domande del pubblico ministero e del giudice Chiara Bardi, avendone peraltro la possibilità in qualità di parente stretta dell’imputato. Le parti, invece, hanno prestato il consenso all’acquisizione di alcuni atti d’indagine: nello specifico le dichiarazioni fornite dalla Prefettura su tutte le procedure per il rilascio della documentazione che riconosce le status di guardia giurata. Annullata, per impegni del pm, l’udienza del nove gennaio: si torna in aula una settimana dopo per chiudere con testi di lista della Procura.
In quella sede ci sarà la deposizione dei carabinieri della stazione di Acerra che hanno partecipato all’inchiesta. In questo procedimento è imputato pure un altro acerrano, Domenico D’Anna, mentre era già stata stralciata la posizione di Mario Calzolaio, pure lui di Acerra, che aveva presentato richiesta di patteggiamento. I fatti ruotano intorno alle elezioni comunali del 2012, quando Nicola Ricchiuti – oggi difeso dall’avvocato Antonino Taranto – venne eletto nella lista di maggioranza ‘Acerra è Tua’.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe assunto la coppia di acerrani nella sua società di vigilanza in cambio del voto. Successivamente, però, secondo l’accusa, scattò il licenziamento che provocò la denuncia e la conseguente indagine. Sono stati riconosciuti come parti civili tre ambientalisti acerrani, Alessandro Cannavacciuolo, Vincenzo Petrella ed Antonio Montesarchio (assistiti dall’avvocato Teresa Di Nuzzo) ed il consigliere comunale Antonio Crimaldi (rappresentato dall’avvocato Giovanni Carlo Esposito) perdente al ballottaggio quattro anni fa contro l’attuale sindaco Raffaele Lettieri.










