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Schiuma dai tombini, ad Acerra continua il mistero
I cittadini chiedono rassicurazioni dopo i prelievi fatti dall’Arpac e dall’Asl. L’episodio di questi giorni si ripete in città a distanza di quasi due anni. Qualcosa del genere avvenne anche a Torino.
ACERRA – Altra notte di schiuma dai tombini: i cittadini cominciano ad essere seriamente preoccupati per quanto sta avvenendo sotto i loro occhi e i loro piedi. Dai social si moltiplicano gli inviti alla calma, a maggior ragione con le indagini incessanti da parte dei vigili urbani di Acerra che stanno lavorando assiduamente per capire la provenienza della sostanza schiumosa che da alcuni giorni fuoriesce dai tombini e dalle feritoie di alcune zone della città nelle ore notturne.
Nella notte tra mercoledì e giovedì un grosso ammasso di schiuma bianca è stata visibile fino a mattinata inoltrata in via Bruno Buozzi, rione Gescal. La giornata di mercoledi ha visto all’opera anche i tecnici dell’Arpac che hanno effettuato i prelievi. Insieme ai caschi bianchi assai attivi pure i tecnici dell’acquedotto che stanno verificando le sostanze usate da alcune attività commerciali e industriali che sono in zona, in modo da compararle poi con i campioni prelevati dall’Agenzia per l’Ambiente Campana. Il fenomeno sta comunque creando allarme tra i cittadini che temono si possa trattare di sostanze altamente tossiche sversate illegalmente nella rete fognaria. Il sindaco di Acerra ribadisce l’invito alla calma e ad evitare allarmismi fino a quando non si capirà l’origine e la natura della schiuma, affidandosi alle forze dell’ordine e di polizia per segnalare illegalità o fenomeni anomali.
“Ai tecnici intervenuti abbiamo sottolineato l’urgenza di capire di cosa si tratti e la fonte della schiuma – sottolinea Raffaele Lettieri – stiamo monitorando la situazione, ma evitiamo inutili allarmismi, bisogna dare l’allarme per giuste ragioni, ed evitare di seguire qualche falso profilo sui social network, che prende anche in giro e denigra chi lavora”. Un fenomeno analogo era già avvenuto a febbraio del 2015: anche in quel caso Arpac e Asl effettuarono i rilievi del caso. Pure in quell’occasione la zona maggiormente interessata era stata quella di via Buozzi all’angolo con via Pisacane. Qualcosa del genere si èregistrato in passato anche a Torino.










