Immagini, testi e testimonianze al centro della giornata che vedrà domattina l’apertura di una mostra fotografica nella sala consiliare e nel pomeriggio una tavola rotonda.
ACERRA – Viaggio per immagini, testi e testimonianze nel ricordo delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Questo il tema che domani vedrà l’Aula del Consiglio Comunale di Acerra ospitare dalle 11,00 alle 21,00 una mostra fotografica con riproduzioni di immagini storiche dell’immediato secondo dopoguerra, mentre alle 17,30 si terrà una tavola rotonda sull’argomento, intitolata “Radici Profonde”. Evento organizzato e promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Nuova Generazione e dal Comitato 10 Febbraio di Acerra.
Il momento di approfondimento sui drammatici fatti che hanno portato alla legge 30 marzo 2004, n. 92 che istituisce il Giorno del Ricordo (10 Febbraio) sarà aperto dai saluti delle Istituzioni, con Domenico De Luca Presidente del Consiglio Comunale e Raffaele Lettieri, Sindaco di Acerra, mentre a introdurre il dibattito sarà Ulderico de Laurentiis, giornalista pubblicista, da circa un decennio impegnato nella promozione del Comitato 10 Febbraio in ambito locale e nazionale. Gli interventi saranno affidati ad Alessandro Sansoni, storico, giornalista e saggista napoletano, esperto di geopolitica e collaboratore di diverse testate regionali e nazionali; Marcello Curzio, giornalista professionista, docente universitario, già caposervizio del quotidiano il Roma; Emanuele Merlino, romano, dirigente nazionale del Comitato 10 Febbraio, laureato in storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, autore di diverse pubblicazioni sull’argomento. A fare da moderatore Vincenzo Riemma, portavoce del Comitato 10 Febbraio di Acerra.
Al centro della discussione gli antefatti che portarono l’Istria ad essere italiana e, tra la fine della guerra e gli anni immediatamente successivi, a divenire teatro delle violenze, le foibe ed il conseguente esodo, la cui commemorazione è tema della legge 92/2004 – la legge del Ricordo .
La relazione partirà dalla nascita del sentimento nazionale che, attraverso poesie, romanzi e attivismo politico, già nell’800 spinse i cittadini di Trieste, Fiume, d’Istria e Dalmazia – sotto il governo austroungarico – a lottare per unirsi all’Italia. Proseguirà con la Prima Guerra Mondiale – fatta per “Trento e Trieste” – fino ad arrivare, alla fine della Seconda Guerra Mondiale ed all’esodo.
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