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Armi e ricettazione, il 18enne ammette i fatti
Emanuele D’Agostino, che al momento non è indagato per rapina, resta in carcere. Ha ammesso i fatti Emanuele D’Agostino, il 18enne arrestato l’altro giorno insieme ad un minore dopo essere stato sorpreso armato accanto ad uno scooter risultato rubato. Il ragazzo, dunque, assistito dall’avvocato Ciro Bianco, ha confermato le sue responsabilità davanti al gip del tribunale di Nola nel corso dell’interrogatorio di garanzia: resta in carcere.
A differenza del minorenne, invece, almeno per il momento non è indagato per rapina. Secondo i carabinieri della stazione di Acerra, infatti, il 17enne sarebbe rimasto coinvolto nel raid avvenuto la settimana scorsa contro un pub ubicato al corso Italia. I capi d’imputazione contro Emanuele D’Agostino, dunque, restano armi e ricettazione.
Mercoledì scorso, i militari dell’Arma della stazione di Acerra, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano, li avevano arrestati dopo una serie di appostamenti cominciati nel seguire uno scooter un Honda Sh bianco, notato sulla scena di qualche rapina nella zona.
Nella serie di pedinamenti effettuati fin dal mattino, la coppia sarebbe stata vista guidare il motorino seppur in momenti separati e mai assieme. Così, quando gli uomini della Benemerita li hanno visti accanto a quel mezzo hanno decido di fermarli e di procedere ad un approfondito controll, al termine del quale è risultato che il 18enne indossava una pistola 7,65 con matricola abrasa nella cintola dei pantaloni, mentre il veicolo risultava rubato a Napoli. (redazione cronaca)










