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M5s: ‘nessuna volontà di sospendere definitivamente i conferimenti’
ACERRA – Continuano, sul territorio Acerrano, le proteste della popolazione in merito al conferimento delle ecoballe provenienti da Eboli. Questi ultimi giorni hanno visto alternarsi le proteste degli studenti e delle mamme che hanno, addirittura, presidiato le vie d’accesso all’inceneritore per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla problematica ambientale che vede questo paese, dalle grandi tradizioni storico culturali, trasformarsi nella grande pattumiera d’Italia.
Anche il Vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, nel corso dell’omelia della Santa Messa celebrata nel cimitero, nel giorno della commemorazione dei defunti ha espresso il proprio dissenso a tale situazione insostenibile esclamando testualmente: «Ho il timore che Acerra sia vittima di un disegno più grande, e che la popolazione sia destinata a diventare scarto perchè i signori della distruzione del creato e della morte così hanno deciso»; le parole del prelato risuonano dure e piene di sdegno, li nel luogo dove tante giovani vite spezzate da una morte indegna ed ingiusta riposano ormai inermi.
In tutto questo dissenso le istituzioni locali non hanno saputo far altro nell’ultimo Consiglio Comunale che richiedere al prefetto di convocare un incontro urgente con Regione, Comune e Cittadini ricevendo pero’ come risposta una Missiva della regione Campania, a firma del dirigente dr. Francesco Prisco, che convocava le parti presso l’assessorato all’ambiente per il 5 novembre p.v. Per fornire maggiori rassicurazioni in merito al conferimento delle ecoballe e che fino a tale data il conferimento era sospeso. Dalla lettura del documento giunto alle autorità comunali di Acerra si evince attentamente che non vi è la volontà di sospendere definitivamente il conferimento ma soltanto temporaneamente fino allo svolgimento della riunione del 5 novembre per poi riprendere nuovamente a trasportare dal sito di stoccaggio all’Inceneritore il materiale proveniente da Eboli.
“I signori della morte” hanno deciso che le proteste della popolazione di Acerra non vanno ascoltate e che l’annientamento del territorio può procedere; la macchina burocratica, con le sue infinite inerzie, aggrava lo scempio sociale, lavorativo ed umano di un territorio che potrebbe essere il vettore trainante del comparto agroalimentare e che invece è costretto ad assistere impotente alla propria distruzione.










