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“La nuova scuola si farà”, la maggioranza ‘asfalta’ ciò che resta dell’opposizione
ACERRA (Guido Caiazzo) – Nel Consiglio Comunale di oggi che vede diversi ordini del giorno molto importanti per il futuro di Acerra i consiglieri comunali sono tornati in aula per un tecnicismo legato alla costruzione della nuova sede del Munari, già votata ad aprile. Una discussione accesa, che ha visto un intervento deciso del consigliere Antonio Laudando.“Fino a quando il consigliere Piatto non si laurea, supera un concorso e diventa dirigente di questo Comune io da consigliere leggerò i pareri dei dirigenti in carica. Dei dirigenti del Comune di Acerra se ne parla bene ovunque. Ci sono scuole di pensiero per quanto riguarda il funzionamento macchina amministrativa, con visioni giuridiche differenti. Siamo 15 consiglieri di maggioranza, possiamo venire altre 20 volte in aula, voteremo sempre gli atti per la città. Noi dobbiamo la responsabilità di andare avanti, costruire e realizzare anzichè fare polemiche. Le polemiche portano alla disgregazione: ahivoglia ad attaccare la maggioranza ed i consiglieri maggioranza, non ci riuscirete, questo gruppo è un gruppo che ha un rapporto non solo politico ma anche umano. Invece dall’altro lato c’è un ex leader di opposizione candidato a sindaco partito con 9 consiglieri ora è arrivato a due, tre. Sono anni che perde le persone per strada, è entrato nel Pd e ha già litigato col Pd. Ha litigato con il co-sindaco un minuto dopo il suo risultato elettorale negativo. Non è questione di beni disponibili o indisponibili, i tecnicismi non interessano. I cittadini vogliono sapere solo una cosa: se diamo il terreno a Città Metropolitana che ha i soldi per realizzare una nuova scuola. Ebbene, lo diamo e la nuova scuola si farà. Questo fa la politica per la città, il resto lo fanno i giuristi. Ci troverete sempre qui a votare atti per la città. La maggioranza è qui unita e compatta”.
Per il sindaco Tito d’Errico “la visione giuridica può essere non univoca. Il nostro dirigente ha dato parere, pienamente consapevole. Non abbiamo motivo di dubitare sul suo operato. La sostanza, tuttavia, è che noi la scuola la faremo”.










