Giovanni Evangelista: “Il mio impegno per Acerra prosegue giorno dopo giorno

By on 16 luglio 2026

Imprenditoria, politica e sociale sono i diversi aspetti del percorso di Giovanni Evangelista. Dalla crescita professionale agli investimenti sul territorio, fino alle 337 preferenze ottenute alle elezioni comunali del 2022 e alle iniziative promosse da ViviAmo Acerra, Evangelista racconta il proprio legame con la città e un impegno che non si è concluso dopo il voto.

Negli ultimi anni ha sviluppato diverse attività. Come descriverebbe la sua crescita professionale?

È stata una crescita graduale, costruita attraverso il lavoro, l’esperienza e la capacità di imparare anche dagli errori. Nel tempo ho sviluppato diverse attività, tra cui EVA Service, una realtà specializzata nel supporto alle imprese. Oggi, tra Napoli e provincia, seguo oltre 200 aziende, cercando di offrire risposte concrete alle loro esigenze. Non ci limitiamo alla fornitura di prodotti e servizi: lavoriamo a stretto contatto con gli imprenditori, li ascoltiamo e li affianchiamo nell’affrontare le difficoltà quotidiane. Circa dieci persone lavorano direttamente con me. A questo gruppo si aggiunge una rete di professionisti con i quali collaboriamo stabilmente, mettendo insieme competenze diverse in base alle necessità delle aziende. In particolare, sosteniamo le imprese che in questo periodo incontrano difficoltà nel reperire manodopera specializzata, una delle problematiche maggiormente avvertite dal tessuto produttivo del territorio. Anche le altre iniziative imprenditoriali sono nate seguendo lo stesso principio: creare realtà concrete e durature, capaci di offrire servizi, sostenere chi fa impresa e generare nuove opportunità.

Perché ha scelto di continuare a investire proprio ad Acerra?

Perché è la mia città e credo nelle sue potenzialità. Credere nel territorio non può essere soltanto uno slogan: significa investire tempo, risorse ed energie, assumendosi anche dei rischi. Acerra presenta delle difficoltà, ma possiede anche competenze, professionalità e giovani capaci di realizzare progetti importanti. Un’attività deve essere sostenibile dal punto di vista economico, ma può anche creare lavoro, offrire servizi e contribuire alla crescita della comunità.

 Lei sostiene anche alcuni giovani intenzionati ad avviare o sviluppare un’attività in città. Perché ritiene importante affiancarli?

Perché conosco le difficoltà che si incontrano quando si prova a trasformare un’idea in un progetto concreto. Ai giovani non basta sentirsi dire che devono avere coraggio: servono confronto, indicazioni pratiche e persone disposte a credere nelle loro capacità. Quando posso, metto a disposizione l’esperienza maturata negli anni, senza sostituirmi alle loro scelte. Se un giovane riesce a creare e a crescere ad Acerra, il beneficio non riguarda soltanto lui, ma l’intera città.

Il rapporto quotidiano con il territorio ha influito sulla sua decisione di impegnarsi in politica?

Sicuramente. Il lavoro mi ha permesso di conoscere da vicino sia le potenzialità del territorio sia i problemi affrontati da cittadini e imprese. A un certo punto ho sentito il bisogno di offrire un contributo che andasse oltre la mia attività professionale. Il mio impegno politico non è nato dal desiderio di ottenere un titolo o una posizione, ma dalla volontà di partecipare e contribuire concretamente alla crescita di Acerra.

Alle elezioni comunali del 2022 ha ottenuto 337 preferenze ed è risultato il primo dei non eletti. Come ha vissuto quel risultato?

La delusione per la mancata elezione rimane, perché quando ci si mette in gioco si spera di poter rappresentare direttamente i cittadini. Allo stesso tempo, prevale la soddisfazione per le 337 preferenze ricevute. Ho ottenuto un risultato importante, confrontandomi con persone presenti da molto più tempo nella politica acerrana e superando candidati considerati punti di riferimento storici. Quei voti, però, non sono soltanto un numero: rappresentano la fiducia di tante persone che hanno creduto in me e che continuano ancora oggi a dimostrarmi la loro vicinanza.

Non ha mai pensato di rivendicare con maggiore forza un ruolo, magari battendo i pugni sul tavolo?

No. La politica, almeno per come la intendo io, non può trasformarsi in una rivendicazione personale. Il mio percorso è fondato sulla coerenza, sul rispetto degli impegni assunti e sulla volontà di continuare a crescere. Il risultato elettorale non mi autorizzava a pretendere un incarico come ricompensa. La credibilità si costruisce attraverso i comportamenti e le scelte, non battendo i pugni quando non si ottiene ciò che si desidera.

In che modo proseguirà il suo percorso politico?

Il mio impegno non si è concluso il giorno dopo le elezioni. È proseguito con costanza, giorno dopo giorno e persona dopo persona. La politica non coincide soltanto con una candidatura o con un incarico istituzionale: significa ascoltare i cittadini, conoscere le loro difficoltà e mantenere una presenza concreta sul territorio. Continuerò su questa strada con coerenza, senza farmi guidare dalle convenienze del momento. Non lo faccio per un vezzo personale o per ottenere un titolo, ma perché voglio offrire un contributo effettivo ad Acerra. Le elezioni hanno rappresentato una tappa del percorso, non la sua conclusione.

Da anni è impegnato anche nel sociale attraverso ViviAmo Acerra. Quali attività portate avanti?

Con ViviAmo Acerra realizziamo diverse iniziative rivolte soprattutto alle persone più fragili. Negli anni abbiamo promosso progetti dedicati ai bambini nello spettro autistico e attività come la consegna delle uova di Pasqua ai bambini ricoverati. Il valore dell’impegno sociale, però, non può essere misurato contando le iniziative realizzate o le somme investite. Contano il motivo per cui si agisce, il modo in cui lo si fa e l’utilità concreta per le persone coinvolte. Le nostre attività sono sempre autofinanziate e non nascono per ottenere consenso, visibilità o vantaggi personali. Ci tengo inoltre ad anticipare che da mesi stiamo lavorando a un nuovo progetto dedicato ai bambini nello spettro autistico e alle loro famiglie. È un’iniziativa alla quale teniamo molto e che stiamo costruendo con attenzione e responsabilità. Nelle prossime settimane forniremo pubblicamente maggiori dettagli. Per noi non si tratta di organizzare qualche evento o di apparire in occasione di determinate ricorrenze. Il sociale è una cosa seria e richiede preparazione, sensibilità e continuità. Quando si entra nella vita di persone e famiglie che affrontano situazioni delicate, bisogna farlo con grande responsabilità.

Lei ha appena affermato che “il sociale è una cosa seria”. Che cosa intende?

Fare qualcosa non significa necessariamente farla nel modo giusto. Nel sociale non bastano la buona volontà o l’organizzazione occasionale di un’iniziativa. Servono sensibilità, competenza, ascolto e continuità, soprattutto quando ci si rivolge a bambini, famiglie e persone fragili. Bisogna partire dalle loro esigenze, non dalle ambizioni di chi organizza. Un’attività ha valore quando risponde a un bisogno reale, non quando le persone più fragili vengono utilizzate per costruire consenso o ottenere un ritorno personale. Anche un’iniziativa apparentemente positiva può perdere significato se viene realizzata con metodi sbagliati o con finalità che non coincidono con l’interesse dei destinatari. Chi decide di impegnarsi nel sociale deve farlo con responsabilità e rispetto. Se non possiede la sensibilità e le competenze necessarie, è meglio che faccia un passo indietro. In questo modo, infatti, si rischia di screditare il lavoro serio portato avanti dagli altri soltanto per ragioni personali o politiche.

di Antonio Pannella

Centro Servizi Acerra