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Protestano i Cub: sul Castello con fantoccio impiccato e bombola del gas
In tre salgono di nuovo sul tetto dell’Antico Demanio interessato dai lavori di ristrutturazione con la piazza.
ACERRA – Senza salario da oltre 3 anni, nuova protesta dei lavoratori ex Cub. Intorno alle 4 della notte tra sabato e domenica, infatti, in tre sono saliti sul tetto del Castello Baronale di Acerra dando il là ad una nuova manifestazione di dissenso nei confronti delle istituzioni.
Nel terzetto c’è pure Giovanni D’Errico, il 48enne acerrano già protagonista a fine febbraio di un’altra protesta ad oltranza, durata tre giorni e due notti, sempre sopra l’Antico Demanio, oggi come allora interessato dal cantiere di ristrutturazione che comprende anche la piazza. I tre si sono portati una bombola del gas e un fantoccio impiccato, a testimonianza del ‘suicidio’ che purtroppo ha coinvolto alcuni ex dipendenti del Consorzio Unico di Bacino.
Un’altra decina di precari staziona al di là delle transenne: i manifestanti, però, minacciano di far saltare tutto in aria. Sul posto forze dell’ordine, un’ambulanza ed i vigili del fuoco. Chiedono gli arretrati – o almeno una parte – per trascorre in dignitosamente la Pasqua ed un lavoro che lo faccia sentire ancora vivi ed utili. Senza esito, qualche settimana fa, si era rivelato l’incontro tra una delegazione dei Cub ed il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola.
“Solo chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere” il commento laconico degli ex dipendenti. Lo scorso novembre il consiglio comunale di Acerra si era riunito in una seduta straordinaria dedicata proprio ai lavoratori Cub: una platea di circa 3mila persone di cui qualche centinaio di Acerra. L’Assise aveva chiesto impegni concreti a Regione, Città Metropolitana, Governo e Prefettura considerato l’allarme sociale e la situazione di indigenza connessa allo stato di inoccupazione del personale ex Consorzio di Bacino i quali manifestano la propria disperazione quotidianamente, rivendicando gli stipendi arretrati ed il loro diritto ad un’occupazione dignitosa.
(REDAZIONE CRONACA)










