- Blitz della polizia in un condominio di Acerra, sequestrati due chili e mezzo di hashish e una pistola
- Minaccia la ex mentre lei lo denuncia, arrestato
- Dal ‘labor’ di Catone alla resilienza di pusher e carabinieri: smantellata piazza di spaccio
- Ad Acerra torna l’appuntamento con la storia con la rievocazione dell’Assedio al Castello del 1421
- Picchia la fidanzata e viene ferito, 26enne arrestato
- I carabinieri sventano un femminicidio, 63enne in manette
- Rapina in pieno centro a Napoli, tornano sul luogo del delitto e vengono arrestati
- Voyageur, il ‘naufragio’ esposto a piazza Municipio
- Acerra in musica per la Malattia di Sjögren, al Castello di Acerra serata di gala col Prefetto di Napoli
- Blitz dei carabinieri nel centro storico di Acerra, sequestrate armi e droga
“Chi uccide sotto effetto della coca viene ammazzato dal sistema”
Lo dice il pentito Alessio Galdiero nel corso del processo per l’omicidio di Pasquale Tortora.
ACERRA – “Nella malavita se uno fa un omicidio sotto effetto della cocaina viene ammazzato dal sistema”. E’ quanto emerso nel corso del processo per l’omicidio di Pasquale Tortora (nella foto a sinistra) che vede imputati Alessio Galdiero (nella foto a destra, divenuto collaboratore di giustizia) e Angelo Di Palma. A parlare di questo particolare è proprio lo stesso pentito qualianese, che nella sua deposizione aveva sottolineato di non aver riferito ‘a chi di dovere’ che a sparare fosse stato Di Palma dopo aver consumato la droga. “Io perché ero molto amico con Angelo da tanti anni ho detto ‘no, lui non ha fatto niente, ho fatto tutto io, mi ha fatto solo compagnia, tra virgolette, lasciamolo stare”.
In realtà, il collaboratore racconta che a sparare a Pasquale ’o stagnaro sarebbe stato lo stesso Di Palma, in quanto lui non se la sarebbe sentita. “Già due volte non mi sentii di fare questo omicidio – si legge dai verbali del 30enne – e trovai delle scuse. Una volta il posto non mi piaceva, una volta la zona non era buona. Poi gli dissi chiaro e tondo a Di Palma, il giorno che stavamo andando ad Acerra, la mattina dell’omicidio…’Angelo, io non me la sento di fare quest’omicidio’ ed Angelo mi disse…’Appost ! Facimm ambress, m’o beg io”. Angelo Di Palma, invece (difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese) si è detto completamente estraneo ai fatti contestati.
Pasquale Tortora venne ammazzato a maggio dell’anno scorso nel cortile della sua abitazione in via Calzolaio ad Acerra. Il processo è in corso davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli e ieri ha visto la chiusura del dibattimento: nella prossima udienza spazio alla requisitoria della Dda. Secondo il pentito Galdiero “Tortora fu ammazzato per vendetta ad un precedente omicidio”, una ritorsione, dunque, “dovuta al fatto che c’erano stati dei contrasti su delle estorsioni che Pasquale Tortora faceva ‘sottobanco’ malgrado avesse detto che non aveva degli interessi criminali su Acerra”.










