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Voyageur, il ‘naufragio’ esposto a piazza Municipio
Oggi tira vento, quel vento che spinge le intenzioni a farsi azione, un vento che spettina i capelli delle ragazzine dei Quartieri che vogliono farsi una foto, vento che gonfia il vestitino a fiori della villeggiante sudamericana in cerca del suo gruppo chiassoso e colorato, vento che fa veleggiare una retina leggera sull’insegna incisa del vecchio, glorioso, Grand Hotel de Londres, vento che incolla con indifferenza una calza di nylon sul trionfale ingresso di Alfonso a Napoli.
Forse è proprio quel vento ad aver issato su, fra il Municipio e Beverello, fra il TAR e Castel Nuovo, fra le bandiere della pace e i parchi giochi delle navi da crociera, fra il teatro delle lettere e la commedia umana, tre barche.
Tre barche, o forse sono pinne di squalo, o ancora mensole, come mi hanno detto le tre fanciulline in cerca di selfie, o si tratta proprio di un teatro di posa, nato per immortalare sé stessi, da soli o in gruppo, in mezzo alla via, o forse ancora un luogo in cui sostare, appoggiarsi con tutte le sporte della giornata lasciandosi custodire solo un momento da un guscio di legno prima di rimettersi in cammino verso casa, o un riparo dal vento che dal mare antico che ancora si agita sotto al porto spinge i clacson del traffico in visibilio per le regate verso il remoto silenzio della Certosa.
Un naufragio culturale ha portato a riva tre imbarcazioni spezzate, tre cabosse di cacao aperte e secche, tre tombe vuote, ma non tutti i mari, neanche quelli più tempestosi, vengono per nuocere se in queste ore di vele spiegate, di riflettori, di medaglie, chi si imbatte in quell’opera funesta la trova piacevole familiare, amichevole, forse consolatoria, chissà, e sale senza permesso su una orribile pedana per guardarla da vicino, toccarla e, naturalmente, fotografarla.
Le opere d’arte non significano, non servono, non educano, non intrattengono, ma talvolta rivelano la direzione del vento, e se forse ai viaggiatori alla giornata non importa granché, di certo tanto basta ai vecchi naviganti per prendere il largo.
L’opera in foto è Voyageur, esposta in piazza Municipio. L’autore è Ibrahim Mahama, artista ghanese.
el.em










