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Casalnuovo, bene confiscato danneggiato e scritte minacciose: scatta il flash mob
L’iniziativa domani mattina a Casalnuovo dopo lo scempio avvenuto a Casarea.
CASALNUOVO – Minacce impresse con le bombolette spray sulla porta d’ingresso, vetri in frantumi e suppellettili distrutte nel bene confiscato alla camorra di via Casarea sgomberato lo scorso giugno. L’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Massimo Pelliccia, promuove per domani (mercoledì 27 ottobre 2021) un flash mob con raduno alle ore 10,00 nei pressi del bene, proprio nel giorno in cui all’interno dell’appartamento prenderanno il via i lavori per la realizzazione del ‘Centro Famiglia’ comunale.
Si tratta di un appartamento che si trova nel centro cittadino della frazione di Casarea, liberato in estate dagli occupanti ed oggi restituito alla comunità grazie ad un progetto delle Politiche Sociali che trasformerà l’appartamento in un ‘Centro per la Famiglia’ dove si svolgeranno gli incontri protetti per i minori. Pochi giorni prima dell’inizio dei lavori qualcuno ha fatto irruzione all’interno del bene per distruggere tutto, dai vetri, agli infissi alle suppellettili, per poi imprimere sulla porta d’ingresso, con una bomboletta spray la scritta “Vi taglio la testa se vi prendete la casa”. Un avvertimento che però non frena i progetti che l’amministrazione comunale intende portare avanti. Proprio domani, infatti, in occasione dell’avvio dei lavori, è stato organizzando un flash mob al quale prenderanno parte studenti, associazioni, cittadini e politici per lanciare un messaggio chiaro: “La violenza non ci fermerà”.
“Con questo FLASH MOB – ha spiegato il sindaco Pelliccia – vogliamo palesare ulteriormente il nostro impegno. In città il 100% dei beni confiscati utilizzabili è già stato assegnato, mentre per gli altri abbiamo ottenuto finanziamenti che faranno nascere nuove opere sociali. Le minacce ed i danneggiamenti non ci intimoriscono, con questa iniziativa vogliamo affermare che non possiamo sottostare a chi usa la violenza, vogliamo ribadire il potere della speranza e della voglia di cambiamento: due capisaldi ai quali non possiamo rinunciare. Chiediamo collaborazione da parte di tutti, chi gestisce un bene confiscato non può trovarsi da solo davanti alle intimidazioni”.











