Scuole e istituzioni si uniscono sull’esempio di don Peppe Diana

L’impegno per crescere con valori sani nel segno di don Peppe Diana. E’ il messaggio lanciato ai ragazzi delle scuole di Acerra che questa mattina hanno preso parte a ‘Costituiamo la legalità’, l’iniziativa promossa dalla Rete Scolastica della Legalità che riunisce scuole e amministrazione comunale, con il Secondo Circolo Didattico ‘Don Peppe Diana’ nella veste di capofila. Protagonisti della giornata gli alunni degli istituti scolastici di ogni ordine e grado che attraverso una serie di rappresentazioni artistiche hanno contribuito a diffondere quei principi fondamentali per la convivenza civile.

“E’ questa la giusta direzione per fare in modo che venga trasmessa la cultura della legalità, che vede in don Peppe Diana un simbolo forte” ha spiegato il sindaco Tito d’Errico, presente insieme agli assessori Milena Petrella e Francesca La Montagna all’iniziativa che ha visto la partecipazione anche di Lina Ingannato, presidente della ‘Scuola di Pace don Peppe Diana’ e di Salvatore Cuoci, Coordinatore del Comitato don Peppe Diana. “Non c’è cosa più terribile che ricevere la notizia che il proprio fratello è stato assassinato in Chiesa, in quel luogo che dovrebbe ritenersi sicuro – ha spiegato ai ragazzi Marisa Diana, sorella di Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra poco prima di celebrare Messa il 19 Marzo del 1994 nella Chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe – ma oggi Peppe sarebbe orgoglioso di voi, felicissimo di sapere che i valori di giustizia e verità, valori per i quali è morto, camminano insieme ai giovani di questa città”.
“Oggi è un grande giorno perché mattoncino su mattoncino costruiamo una società migliore, insegnando fin dai banchi di scuola che cosa sono il rispetto, la tolleranza, la solidarietà” le parole del consigliere regionale Vittoria Lettieri, vicepresidente della Commissione Anticamorra e Beni Confiscati del Consiglio Regionale della Campania.
“Non ci sono ragazzi in posti sbagliati in momenti sbagliati” l’analisi dell’assessore Petrella, mentre per l’assessore La Montagna “solo dove c’è cultura non c’è illegalità”.

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