Il processo in abbreviato. Inflitte pene dai 2 ai 14 anni.
ACERRA – Mala acerrana, sette condanne. È quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli nei confronti dI altrettante persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione e porto di armi -anche clandestine-, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di favoreggiamento personale in relazione alla latitanza di Andrea Aloia, ritenuto il reggente del clan “Avventurato”, sfuggito al blitz di luglio 2023 e catturato tre mesi dopo in un ristorante a Somma Vesuviana. Lo stesso Aloia rimedia 12 anni, Salvatore Rossi 14 anni, Fiore Panico 10 anni e 8 mesi, Antonio Panico 12 anni, Sabatino Calabria 11 anni e 10 mesi, Vincenzo Papa ‘o malandrino 11 anni e 2 mesi, mentre Maria Carmina Santaniello, ritenuta la vivandiera di Aloia durante la sua latitanza, prende 2 anni e 4 mesi. Si tratta di pene dure ma comunque inferiori rispetto alle richieste della Dda, pm Giuseppe Visone.
Gli imputati, che sono stati processati con il rito abbreviato, vennero colpiti da un’ordinanza cautelare lo scorso febbraio, un provvedimento giunto a conclusione di una brillante indagine portata avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, guidati dal maggiore Andrea Coratza.
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