Cronaca e Attualità

Latitante da sei mesi, fermato al suo rientro in Italia: si stava consegnando

Il 37enne di Acerra è accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio con l’aggravante mafiosa.

ACERRA – Latitante da sei mesi, fermato al suo rientro in Italia. E’ quanto accaduto l’altro giorno sull’A1, in territorio di regione Emilia-Romagna, le forze dell’ordine hanno sottoposto ad un controllo Vincenzo De Rosa, alias ‘picci pocc’, ricercato dallo scorso luglio, da quando, cioè, si era sottratto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria contro la mala acerrana. Stando ad una prima ricostruzione della vicenda, il 37enne, che lavorava in Germania, giovedì stava rientrando in Italia proprio per costituirsi. E’ accusato – e ad oggi imputato – per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, reato contestato con l’aggravante mafiosa. Secondo la Dda, infatti, l’uomo si sarebbe occupato – insieme ad altri quattro complici – di rifornire di droga le piazze di spaccio che per gestite dai vertici del clan Andretta, guidato dal boss Salvatore Andretta. Ieri mattina De Rosa è stato anche sottoposto all’interrogatorio di garanzia e successivamente trasferito in carcere: davanti al gip Rosamaria De Lellis, in videoconferenza, si è avvalso della facoltà di non rispondere seppur dichiarando di essere rientrato proprio per consegnarsi alle autorità italiane.

Il blitz di luglio portò all’arresto di 18 persone (17 misure in carcere ad una ai domicliari) e all’applicazione di un divieto di dimora. Oltre al 37enne, sfuggì alle manette anche Andrea Aloia, catturato poi ad ottobre dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna a Somma Vesuviana. Il giovane, ritenuto personaggio di spicco del clan Avventurato, fu preso in un ristorante. Diventato padre da una decina di giorni, dopo aver fatto una visita lampo all’erede, si era recato nel locale vesuviano per incontrare alcuni suoi sodali.

I destinatari del provvedimento di luglio hanno scelto il processo con il rito abbreviato che avrà inizio la settimana prossima davanti al gip Giordano del tribunale di Napoli. Le accuse, a vario titolo, sono associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto di armi, reati aggravati dal metodo mafioso.

(da Cronache di Napoli del 20/01/2024)

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