Cronaca e Attualità

Aggravamento della misura, torna in carcere il figlio del boss

Il 18enne spedito in un istituto di pena minorile. Si era allontanato più volte dalla comunità ed era anche stato ‘beccato’ per spaccio.

ACERRA – Aggravamento della misura, torna in carcere il figlio del boss. E’ il risultato dell’ordinanza eseguita questa mattina ad Acerra dalla polizia nei confronti di Domenico Avventurato, 18enne del posto e figlio di Giuseppe, ammazzato in un agguato di camorra a dicembre del 2019. Gli agenti gli hanno notificato  oggi un provvedimento – che risale a luglio – di aggravamento della misura coercitiva con l’applicazione dell’accompagnamento presso un istituto di pena minorile. Lo scorso giugno, infatti, il ragazzo si era più volte allontanato dalla comunità dove si trovava ed era stato anche ‘beccato’ per spaccio. Per questo reato di droga ha subito una condanna ad 1 anno, con la vicenda riqualificata come fatto di lieve entità.

A marzo, invece, il tribunale dei minori gli inflisse 4 anni e 8 mesi per la spedizione punitiva avvenuta a piazza San Pietro ad Acerra a settembre del 2021, dove Rosario Esposito Soriano fu ferito a coltellate da un commando composto anche da quattro maggiorenni, tra cui lo zio del 18enne, Giancarlo Avventurato, poi divenuto collaboratore di giustizia. Per tale contestazione (tentato omicidio) il giovane, minore all’epoca dei fatti, fu arrestato ad aprile del 2022 dalla Squadra Mobile che ne dispose la custodia cautelare in istituto di pena minorile, poi sostituita con il collocamento in comunità. A seguito di plurime violazioni delle prescrizioni inerenti la misura, la Corte d’appello di Napoli- Sezione penale minorenni- ha disposto la custodia cautelare presso un IPM, eseguita appunto in data odierna.

Il provvedimento è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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