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Droga in carcere nella carne e con i droni, 9 condanne
Tre imputati sono di Acerra.
ACERRA – Droga portata in carcere nascosta nella carne o calata dall’alto grazie al drone, 9 condanne ma evitata la stangata. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di altrettante persone accusate in concorso di spaccio. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato Salvatore D’Anza, 25enne di Acerra rimedia 3 anni e 4 mesi, il suo compagno di cella a Carinola Rosario Iorio, 39enne di Pianura 2 anni e 4 mesi (patteggiamento), Luca Salerno, 28enne di Scampia 3 anni e 4 mesi, Michele Ruffo, 47enne di Piscinola 3 anni e sua moglie Maddalena Sibilli 2 anni e 4 mesi, Patrizia Ferrigno, 63enne di Pianura 2 anni e 4 mesi ed Emanuele Marsicano, 2 anni e 4 mesi (sono rispettivamente mamma e nipote di Iorio), Rosanna Rao, 62enne di Acerra e Addolorata Bassolino, , madre e cognata di D’Anza, prendono 2 anni e 4 mesi a testa. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche portate avanti in giudizio dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Domenico Paolella, Ciro Bianco, Mauro Zollo, Carlo Bianco e Raffaella De Cristofaro. La Procura aveva addirittura richiesto pene dagli 8 anni e 6 mesi fino a 20 anni.
I fatti oggetto di questa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord vanno dal 2019 allo scorso maggio, quando sarebbe emersa una frequente attività di spaccio all’interno della casa di reclusione ‘Novelli’ di Carinola gestita da diversi detenuti lì ristretti, i quali, coadiuvati da alcune persone all’esterno, per lo più parenti, avrebbero provato ad eludere i controlli della polizia penitenziaria per consentire l’ingresso di droga in cella (principalmente hashish) da consumare e vendere agli altri detenuti con un sovrapprezzo del 100%. Gli ordinativi di stupefacente sarebbero avvenuti utilizzando telefoni cellulari illecitamente detenuti all’interno del carcere.
Cinque gli episodi contestati con differenti modalità per provare ad introdurre la droga nella casa di reclusione. In un caso la Penitenziaria avrebbe scoperto il tentativo di un parente di un detenuto si servirsi del fratello di soli 15 anni per ‘consegnare’ 92 grammi di hashish; in un altro, invece, l’operazione sarebbe stata portata a termine con l’acquisto avvenuto grazie all’intervento del gruppo di Pianura. In una circostanza, poi, 138 grammi di hashish sarebbero entrati calati dall’alto con l’utilizzo di un drone manovrato dall’esterno del carcere. ‘Sorte’ diversa per i 33 pezzi della stessa sostanza (per oltre 200 grammi) e i 67 panetti (per 152 grammi) intercettati in due pacchi tra aprile 2020 e maggio 2021: la droga era nascosta in alcuni pezzi di carne, sia cotta che cruda. Tra i nascondigli individuati dalle forze dell’ordine anche i palloni da calcio lanciati da fuori oltre il muro perimetrale dove si trova il campo da gioco.










