Cronaca e Attualità

Trappola al corriere per la rapina, ai domiciliari il secondo componente della banda

Stando a quanto dichiarato dal 19enne alle forze dell’ordine avrebbe chiamato la vittima per la finta consegna.

ACERRA – Trappola al corriere per rapinarlo, preso il secondo componente della banda. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Giuseppe Sorrentino Junior, 19enne di Acerra. Il giovane è stato arrestato a seguito di un ulteriore sviluppo dell’indagine sul raid avvenuto lo scorso giugno a Fuorigrotta.

Pochi giorni dopo l’arresto di Francesco Del Giudice, 21enne spedizioniere saltuario di Acerra, avvenuto il mese scorso, il 19enne si presentò ai carabinieri spiegando di aver partecipato all’organizzazione del colpo. Il suo ruolo, nello specifico, si sarebbe però fermato a telefonare alla vittima per effettuare un fantomatico ordine la cui consegna non sarebbe mai stata effettuata in quanto il destinatario non esistente. Fu in quella circostanza, infatti, che la vittima fu presa alla sprovvista e depredata non solo del carico, ma pure dell’incasso del giorno, circa 500 euro e del telefono cellulare, la carta di credito e documenti personali. L’uomo fu pure colpito due volte alle gambe con un taglierino, tanto da dover ricorrere al pronto soccorso con una prognosi di sette giorni. All’appello, però, mancherebbe il ‘terzo complice’, che non sarebbe ancora stato identificato.

L’attività investigativa è stata portata avanti dagli agenti del commissariato San Paolo: il raid, infatti, fu commesso in via Davide Winspeare, strada a ridosso del Rione Lauro a Fuorigrotta. La vittima stava effettuando una consegna per una società che opera per conto della Gls quando fu raggiunta da una telefonata che lo sollecitava ad ‘accelerare’ le procedure di recapito. Quella chiamata, nello specifico, sarebbe stata fatta proprio dal 19enne. Sceso dal furgone perché non trovava il destinatario del plico, l’uomo venne sorpreso da una coppia a volto coperto: il primo aprì lo sportello lato guida e si prendeva il telefonino, l’altro lo aggredì allo spalle estraendo una piccola pistola semiautomatica e puntandogliela contro: “Statt zitt e nun me guardà” le parole di uno dei due malviventi alle quali seguirono la rapina ed il ferimento. Il corriere avrebbe riconosciuto uno dei rapinatori dalla voce e dalla barba.

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