- L’ex Pretura di Napoli alla Guardia di Finanza, arriva il passaggio di consegna
- Verso le Comunali 2027, nasce il progetto Progressisti e Democratici per Acerra
- Riconoscimento speciale all’Ispettore Capo Imma Terracciano, il sindaco: un orgoglio per la nostra comunità
- Hashish e marijuana, 23enne arrestato e liberato
- Archivio Storico del Banco di Napoli, addio al ‘maestro’ Eduardo Nappi
- Tragedia ad Acerra, muore schiacciato dall’auto
- Salute e divertimento, l’utile e il dilettevole: è la grande primavera di Acerra
- Acerra, grande partecipazione popolare per la Giornata della Prevenzione
- ‘Beccato’ dalla Municpale a sversare rifiuti in maniera illegale, denunciato
- Firme false per le elezioni comunali a Giugliano, 8 indagati tra politici ed avvocati
Con una manovra azzardata travolse ed uccise Giuseppe, condannato
La Prefettura gli ha nuovamente sospeso la patente di guida. L’incidente a settembre del 2020 a Pomigliano.
ACERRA – Travolse e uccise Giuseppe con una manovra azzardata, condannato. E’ quanto ha stabilito ieri pomeriggio il gup del tribunale di Nola Martino Aurigemma nei confronti di Francesco Mayol, il giovane accusato della morte di Giuseppe Travaglino (nella foto), il ‘ragazzo d’oro’ di Acerra deceduto dopo cinque giorni di agonia dall’incidente avvenuto un anno e mezzo fa a Pomigliano d’Arco. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato rimedia 4 anni di reclusione, una pena in linea con la richiesta del pubblico ministero. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Pelliccia, mentre le parti civili sono state rappresentate in giudizio dall’avvocato Flavio Lamberti.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono alla sera del 20 settembre del 2020, quando la Cinquecento Abarth guidata dal ragazzo all’epoca 19enne prese in pieno Giuseppe lungo via Roma a Pomigliano: una manovra avventata effettuata nel tentativo di sorpassare la fila di auto ferme nel traffico della movida locale. Giuseppe stava attraversando la strada e fu colpito in pieno: il 26enne si spense dopo aver lottato per cinque lunghissimi giorni, con la famiglia che decise di donare gli organi regalando la vita ad altre otto persone.
Di recente la Prefettura di Napoli ha nuovamente sospeso la patente al giovane conducente dopo che gliel’aveva restituita a sorpresa provocando l’indignazione nella famiglia della vittima. Il 20enne è stato ritenuto responsabile di omicidio stradale con l’aggravante di aver superato il limite di velocità, che in quel tratto stradale urbano è di 50 km/h. Il giudice non ha concesso le circostanze attenuanti generiche. La difesa ha già preannunciato ricorso in Appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza che verranno rese note in 90 giorni.










