Cronaca e Attualità

“Nessun voto di scambio alle Comunali del 2012”, annullata la condanna per Ricchiuti

La Cassazione ha dichiarato il reato estinto per prescrizione annullando anche gli effetti civili della sentenza.

ACERRA – “Nessun voto di scambio alle comunali di Acerra del 2012”. E’ quanto commenta la difesa dell’ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti all’esito della pronuncia della Cassazione. Accolto, nello specifico, il ricorso proposto dai legali di fiducia dell’imputato, gli avvocati Antonino Taranto e Lelio La Pietra dello studio TMDP lex. Annullata senza rinvio la sentenza di Appello (dove l’imprenditore aveva rimediato 10 mesi) perché il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione; ciò che per la difesa risulta più significativo, tuttavia, è che il fatto storico non sia stato ritenuto provato. Nel dispositivo, oltretutto, la Suprema Corte ha annullato anche gli effetti civili della stessa sentenza rinviando per un nuovo giudizio al tribunale civile competente per valore in grado di Appello, al quale rimette pure la liquidazione delle spese per questo grado di legittimità.

In sostanza, dunque, per i difensori di Ricchiuti il fatto storico risulta non provato e un eventuale processo civile dovrà ripartire da zero: la ricostruzione della vicenda così come effettuata dal magistrato di primo grado non può essere considerata valida. “C’è voluto del tempo – sottolinea Nicola Ricchiuti attraverso i suoi legali – ma la giustizia ha fatto il suo corso”.

Il fascicolo di questo processo era stato ricostruito grazie al lavoro dell’avvocato di parte civile Teresa Di Nuzzo, così che si era potuti arrivare ad emettere la sentenza di secondo grado a novembre del 2019 evitando la prescrizione in quel grado di giudizio. “La sentenza della Cassazione ha annullato per intervenuta prescrizione del reato, che è stato comunque ritenuto sussistente – il commento dell’avvocato Di Nuzzo – il giudice civile adesso dovrà pronunciarsi sul risarcimento del danno alle costituite parti civili, che infatti non sono state escluse”. Nel procedimento si erano costituiti l’ufficiale della guardia di finanza Antonio Crimaldi, candidato sindaco in quella tornata elettorale ed uscito sconfitto al ballottaggio contro Raffaele Lettieri e tre esponenti del Movimento Cinque Stelle.

I fatti, dunque, vertono intorno alle amministrative del 2012, quando Nicola Ricchiuti fu eletto in una lista di maggioranza a supporto del candidato sindaco Lettieri, che superò poi il suo sfidante del centrodestra al secondo turno. Secondo l’originario impianto accusatorio, caduto in Cassazione, l’imprenditore avrebbe assunto una coppia di acerrani nella sua società di vigilanza in cambio del voto. Successivamente, però, era scattato il licenziamento che provocò la denuncia e l’inchiesta.

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