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Omicidio Tortora, i verbali del pentito Galdiero: “Fu ucciso perchè….”
Le prime dichiarazioni del 30enne che ha deciso di collaborare con lo Stato.
ACERRA – “Tortora fu ammazzato per vendetta ad un precedente omicidio”. E’ quanto emerge dai primo verbali di Alessio Galdiero (nella foto), il neocollaboratore di giustizia imputato del delitto di Pasquale ‘o stagnaro, ucciso a maggio dell’anno scorso nel cortile della sua abitazione in via Calzolaio ad Acerra. Una ritorsione, dunque, “dovuta al fatto – dice nei suoi verbali Galdiero al pm della Dda Giuseppe Visone – che c’erano stati dei contrasti su delle estorsioni che Pasquale Tortora faceva ‘sottobanco’ malgrado avesse detto che non aveva degli interessi criminali su Acerra”.
Il 54enne, infatti, aveva storicamente incentrato i suoi interessi più su Casalnuovo dopo un passato tra le file del clan Nuzzo e nonostante fosse il fratello di Domenico Tortora, al vertice dell’omonimo clan legato ai Crimaldi ma da diversi anni detenuto. Verbali pieni di ‘omissis’, ma che aprono uno squarcio interessante sulle dinamiche camorristiche locali. “Gli incontri per le estorsioni su Acerra avvenivano presso l’abitazione di un imprenditore” sottolinea il 30enne di Qualiano ma ben addentrato alle vicende acerrane. Galdiero, in realtà, svela che proprio in occasione di quella vendetta si sarebbe siglato un accordo tra qualche nuova leva della criminalità afragolese con quella acerrana. Gli afragolesi, infatti, erano interessati ad entrare nel giro della droga di Acerra e pertanto il neopentito fu contattato proprio per i suoi trascorsi acerrani.
Il 30enne è imputatO insieme ad Angelo Di Palma, 35enne di Marano, davanti alla Terza Sezione della Corte d’Assise di Napoli. Galdiero racconta che a premere il grilletto contro Tortora fu proprio Di Palma.










