Duplice rapina ad un minorenne, condannato

By on 9 giugno 2021

Il 27enne accusato di aver depredato per due volte pochi spiccioli ad un ragazzino. 

ACERRA – Accusato di aver rapinato due volte un minore, 27enne condannato. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Daniela Critelli nei confronti di Francesco Papa, di Acerra. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato rimedia 4 anni, una pena decisamente inferiore rispetto alla richiesta del pubblico ministero che si era espresso per 6 anni di reclusione. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche prodotte dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Luigi Poziello ed Elisabetta Montano. Il pubblico ministero, invece, si era espresso per 6 anni di reclusione.

Il giovane venne arrestato lo scorso gennaio in quanto colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura nolana ma portata avanti dagli agenti della Sezione Investigativa del commissariato di Acerra, guidati dal vicequestore Stefano Iuorio. Stando alle contestazioni il giovane avrebbe commesso un duplice raid ai danni di un ragazzo di 16 anni a fine dicembre 2020. Le indagini vennero avviate a seguito della denuncia presentata dalla vittima che fornì una descrizione dettagliata dell’aggressore.

Il personale della Polstato acerrana, dunque, dopo una serrata attività fondata anche sulla visione delle immagini della videosorveglianza della zona, avrebbe ricostruito la dinamica delle due rapine ed individuato nel 27enne il presunto autore dei colpi, avvenuti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro nel corso delle ultime festività natalizie. “Non farmi inc…altrimenti ti faccio male” le presunte parole di minaccia pronunciate per farsi consegnare appena 10 euro in entrambe le circostanze. “Non farmi cacciare la pistola, conto fino a tre e poi dammi ii soldi” la presunta intimidazione ricevuta dal sedicenne che alla seconda rapina, accompagnato dalla madre in commissariato, decise di raccontare tutto alle forze dell’ordine. Il sospettato, pertanto, venne rintracciato e bloccato presso l’abitazione dei genitori ad Acerra, lì dove glii fu notificato l’ordine di carcerazione emesso a suo carico. La settimana scorsa, invece, il tribunale lo aveva scarcerato accogliendo le richieste dei suoi difensori ed applicando i domiciliari.

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