Cronaca e Attualità

Covid, Acerra piange la scomparsa del dottore Sessa

Il noto medico si è spento dopo un lungo ricovero nella terapia intensiva di Villa dei Fiori, lì dove lavorava come anestesista da oltre 30 anni.

ACERRA – Covid, Acerra piange un’altra vittima. Dopo una battaglia durata alcune settimane, si è spento ieri mattina Giuseppe Sessa, medico del posto, che ha combattuto contro il terribile virus per diversi giorni. Il dottore Sessa – Peppino – come amavano chiamarlo i suoi affetti ed i suoi amici più cari, è deceduto nel luogo in cui da oltre 30 anni svolgeva la professione di anestesista. Nella clinica Villa dei Fiori, infatti, era persona oramai di famiglia, uno storico medico della struttura di eccellenza sanitaria di Acerra dove era ben voluto non solo per le sue note capacità professionali, ma pure per la sue rare qualità umane. Per diversi anni il 70enne è stato medico di base: ecco perché quando la notizia della sua scomparsa si è subito diffusa in città ha colto di sorpresa e dispiacere ogni persona che in vita lo ha conosciuto. Nulla hanno potuto i colleghi della terapia intensiva del presidio ospedaliero locale per salvarlo da questa terribile malattia, che oramai miete vittime quotidianamente.

“Innanzitutto siamo vicinissimi al dolore della sua famiglia Sessa. Villa dei Fiori perde un dottore, un professionista, divenuto col passare del tempo un amico di famiglia – il ricordo doloroso dell’ingegnere Francesco Ciccarelli, proprietario della clinica – Peppino Sessa è stato un medio centrale per la struttura, oltre ad essere una persona eccezionale. La sua scomparsa ci colpisce profondamente”. Sposato e con tre figli, con  la primogenita che ha seguito le orme paterne, era considerato un uomo di altri tempi, con la sua maniera di raccontare le cose e la battuta sempre pronta esaltata dal suo inconfondibile tono di voce. “Giuseppe Sessa per tutti Peppe, decano di noi anestesisti, ci ha visti tutti nascere in questa professione –  il pensiero commovente di un giovane anestesista, il dottore Diego Della Porta – ci ha accolto, aiutati, sollevati e risollevati nelle nostre prime difficoltà e non solo nelle prime. Questo maledetto virus se l’è portato via. Anche le battute più ardite dette da lui assumevano una eleganza d’altri tempi, che nessuno di noi eguagliava. E le ricette che spiegava, come le spiegava, davano sapore al piatto così come al racconto. Persona inimitabile”.

Si aggrava, purtroppo, il bilancio delle vittime del Coronavirus ad Acerra, dove i contagi oramai superano le mille unità. Giovedì era deceduto il professore Pietro Russomanno, mentre pochi giorni prima la città aveva pianto per la perdita di un’altra storica figura locale, il dottor Vincenzo Castaldo, alto funzionario del Comune per 40 anni. Nella stessa Villa dei Fiori i 32 posti del nuovo reparto Covid sono tutti già pieni.

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