Cronaca e Attualità

Pasquale Tortora seguito ed ucciso con tre colpi di pistola

I killer hanno atteso che entrasse nel suo palazzo per avvicinarlo e sparargli contro.

ACERRA – Si scava negli ambienti della malavita organizzata della zona per fare luce sull’omicidio di Pasquale Tortora (nella foto), il 54enne di Acerra conosciuto come ‘o stagnaro, ucciso all’interno della sua abitazione di via Calzolaio. Secondo una prima ricostruzione dell’Arma – indagini affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna – i killer l’avrebbero seguito fin dentro il cortile della palazzina approfittando dell’apertura del cancello fino a sparargli contro tre colpi di pistola. L’uomo sarebbe stato centrato anche alla testa ed è morto subito. Un commando di fuoco che sembrerebbe composto da almeno due persone – ma forse addrittura tre – entrate in azione a piedi e poi fuggite con una macchina o uno scooter ‘di raccolta’.

Il 54enne era gravato da diversi precedenti penali avendo finito di scontare nel 2017 una condanna a 30 anni per associazione e omicidio, tra gli altri, con i delitti avvenuti negli anni Novanta e riconducibili alla faida di camorra di Acerra e Casalnuovo. Proprio a Casalnuovo Tortora avrebbe incentrato da sempre i suoi interessi, ma non si esclude che di recente li avesse spostati anche su Acerra. Fratello del boss Domenico  Mimì ‘o stagnar – Pasquale non ha mai riportato condanne per fatti legati al clan ‘di famiglia’, del quale comunque non è mai stato pienamente attivo. Grazie al matrimonio di suo nipote con la sorella del boss Peppe Avventurato era entrato in legami di famiglia anche con questo gruppo, in cui proprio Peppe venne ucciso il 19 dicembre dell’anno scorso pure lui davanti casa.

Le indagini sono strette nel massimo riserbo ma non si esclude la ‘punizione’ per un regolamento di conti legato ad una sua ‘alzata di testa’ oppure una vendetta per vicende passate. Tortora lascia quattro figli, nati da due diversi matrimoni. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di sicurezza del Comune che potrebbero aver ripreso la scena del delitto, avvenuto intorno alle 13.15. Nel pomeriggio, invece, una pattuglia dei carabinieri di Castello di Cisterna ha fermato il conducente di un’auto su corso Vittorio Emanuele il quale è stato prelevato e fatto salire sulla vettura dell’Arma. E’ sentito nella caserma di Castello di Cisterna come persona informata sui fatti.

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