Respinge la contestazione di abusi sessuali Pasquale ‘o marcianisiell, ritenuto a capo di un giro di spaccio ad Acerra con roccaforte ‘a for a porta.
ACERRA – “Posso anche aver sbagliato nella mia vita, ma non ho mai – e ribadisco mai – commesso reati del genere”. E’ quanto ha sottolineato Pasquale Di Buono (nella foto) figlio del boss Vincenzo, respingendo le accuse che lo vedono indagato per un giro di spaccio ad Acerra di cui è ritenuto il capo ma soprattutto per una presunta violenza sessuale ai danni di una 15enne datata febbraio 2018. Collegato dal carcere di Sant’Angelo dei Lombardi – dove sta scontando un definitivo di oltre 3 anni per rapina – il rampollo dei ‘marcianisiell, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha reso una dichiarazione spontanea in cui ha negato con decisione l’abuso. Accusa che non vede agli atti nessuna denuncia della presunta vittima né referto medico. Il 30enne è difeso dagli avvocati Antonio Iorio e Giovanni Bianco. “Di questa ragazza conosco la sorella – ha spiegato Di Buono – che all’epoca era ‘infatuata’ di me”.
La possibile violenza sessuale è emersa nel corso delle conversazioni telefoniche intercettate tra un altro degli indagati per l’associazione finalizzata allo spaccio – suo nipote Vincenzo D’Angelo – e le due ragazze. Il giovane – difeso dall’avvocato Domenico Paolella – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha
nno in sostanza ammesso gli addebiti, ma negando il coinvolgimento associativo, gli altri quattro arrestati: si tratta di Giovanni Parità, Gennaro Montano, Laurenc Lica e Pasquale Cozzolino, assistiti dall’avvocato Elisabetta Montano. La difesa ha già annunciato istanza di scarcerazione al Riesame.
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