L’intervento del professore Giovanni La Montagna, preside del liceo ‘Alfonso Maria de’ Liguori’ di Acerra.
ACERRA – Da settembre è la guida del liceo ‘de Liguori’, chiamato a diventare profeta in patria nella scuola più importante della sua città: il professore Giovanni La Montagna, da sempre un punto di riferimento dell’istruzione ad Acerra, è a capo di una struttura di 1200 ragazzi e 110 insegnanti tra classico, scientifico, linguistico e scienze applicate. Ricoprendo anche la funzione di ‘reggente’ nell’istituto comprensivo ‘Benedetto Croce’ a Casavatore però (materna, elementari e medie), riesce ad avere il polso della situazione di tutto il mondo della scuola. Un preside che si trova a gestire un’emergenza che ha davvero pochi precedenti. “Una situazione difficile – sottolinea il professore La Montagna – sull’organizzazione del lavoro abbiamo una copertura pressoché totale della didattica a distanza. Dal Ministero è arrivato poco e siamo andati incontro alle famiglie donando i computer delle nostre aule multimediali. Abbiamo riscontrato qualche difficoltà nel collegamento, poi superata anche grazie all’intervento dei gestori”. Una situazione in cui non mancano le criticità. “E’ un’esperienza nuova, tenga presente che solo ora la didattica a distanza ha avuto un regolamentazione normativa ed è stata riconosciuta. All’inizio c’è stata molta paura, soprattutto quando in tv si vedevano i camion dell’Esercito portare via i cadaveri a Bergamo: al liceo è stato fondamentale mantenere una relazione educativa aperta con i professori, mentre a Casavatore i ragazzi più piccoli hanno avvertito la mancanza del contatto fisico con l’insegnante. Un plauso, però, va a tutto il mio corpo docente”.
Dal Governo e dal ministro Azzolina finora ci sono stati diversi annunci su come chiudere l’anno scolastico in corso. “Ad oggi abbiamo solo che non si farà l’esame di terza media. Sulla maturità e sugli scrutini attendiamo ancora un provvedimento. Per l’esame di Stato si va verso il solo colloquio in presenza con una commissione interna presieduta da un commissario esterno: io sono dell’avviso di agire con prudenza. Ad Acerra – un plesso nuovo ed all’avanguardia – ho 11 classi per 250 ragazzi che affronteranno la maturità, il che significa che tra docenti, commissari e personale avrò circa 100 persone al giorno a scuola. Bisognerà prendere la temperatura ad ognuno di loro ? E le scuole con classi piccole e che non hanno spazi come faranno ? Ricordo che oggi ci si laurea a distanza. La situazione è preoccupante, c’è bisogno che la comunità scientifica ci supporti e che il decisore politico decida. In fretta. Per le classi intermedie, invece, penso che bisogna assicurare la continuità, nessuno deve essere penalizzato”.
Anche l’inizio dell’anno prossimo resta un’incognita: “Il distanziamento va oltre l’indice di affollamento delle classi. Sento parlare di lezioni a piccoli gruppi alternate tra presenze e didattica a distanza, ma così avrei bisogno del doppio dei professori. Occorre decidere presto, ripensando a un nuovo modo di fare scuola, mi aspetto tempestività. Io sono un tifoso dei ragazzi, nei quali dobbiamo riporre maggiore fiducia. Sono ragazzi coraggiosi ai quali dico di stare sereni e tranquilli in quanto gli verranno date tutte le indicazioni del caso”.
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