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Blitz dei carabinieri in un casolare: ritrovate armi e droga, tre persone arrestate
Si tratta di padre e figlio e di un 29enne, tutti incensurati. Sequestrati 600 grammi di hashsh, 100 di cocaina e due pistole rubate.
ACERRA – Armi e droga in un casolare, tre persone arrestate. E’ quanto risulta dopo l’operazione messa a segno martedì sera ad Acerra dai carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Giovanni Caccavale e coordinati dai militari della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del capitano Marco Califano, che hanno bloccato Gennaro e Carmine Esposito, padre e figlio di 54 e 30 anni ed Alessandro Dentino, 29enne, tutti incensurati di Acerra.
I fatti: sono da poco trascorse le 22 quando a conclusione di un’accurata attività infoinvestigativa gli uomini dell’Arma si portano in un casolare di campagna di località Pagliarone nella disponibilità della coppia sorprendendo il terzetto all’interno. Scatta la perquisizione all’esito della quale vengono rinvenuti 350 grammi di hashish e 10 di cocaina, oltre ad una pistola calibro 7,65 risultata rubata. Gli accertamenti sono estesi pure alle rispettive abitazioni: a casa di padre e figlio vengono sequestrate delle armi regolarmente dichiarate e detenute mentre in quella del 29enne è rinvenuta un’altra pistola provento di furto, una calibro 6,35. Dopo le formalità di rito i tre vengono tratti in arresto in concorso con l’accusa di ricettazione, detenzione abusiva di armi e spaccio aggravato dall’ingente quantità e trasferiti in carcere a Poggioreale su disposizione del sostituto procuratore della Procura di Nola Anna Musso in attesa dell’udienza di convalida che verrà fissata nelle prossime ore. Davanti al gip del tribunale bruniano ed assistiti dai rispettivi legali di fiducia, gli indagati – che restano innocenti fino a condanna passata in giudicato – potranno chiarire la propria posizione fornendo una personale versione dei fatti contestati.
Le indagini, tuttavia, vanno avanti per risalire sia alla provenienza che alla destinazione della droga scoperta nel rudere: tra le ipotesi più accreditate c’è quella della ‘sistemazione’ temporanea del carico o di un ‘passamano’.










