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Picchiato, legato e rapinato in casa: condannati due acerrani
Il violento raid l’anno scorso in un’abitazione del Gaudello, frazione di Acerra.
ACERRA – ‘Arancia meccanica’, coppia condannata. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Teresa Valentino nei confronti di Luigi Doni (nella foto), di 34 anni e Donato De Vita, 47enne, entrambi di Acerra. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato il primo, difeso dall’avvocato Luigi Montano, rimedia 6 anni; l’altro, invece, assistito dall’avvocato Elisabetta Montano, prende 5 anni e 8 mesi, una pena inferiore rispetto alla richiesta del pubblico ministero che si era espresso per i 6 anni di reclusione a testa.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono alla tarda serata del 25 aprile dell’anno scorso quando i due rapinarono e picchiarono un 50enne all’interno della sua abitazione in località Gaudello, frazione di Acerra. “Apri, polizia” le parole usate per farsi aprire la porta dall’uomo. Una volta dentro iniziò la rapina modello ‘Arancia Meccanica’: la vittima fu aggredita, minacciata e colpita al capo con una pistola, legata ed incappucciata con un asciugamano. Una violenza, fisica e verbale, inaudita: le mani furono attaccate con alcuni cavi elettrici, con il cinquantenne insultato e pestato a suon di schiaffi e botte col calcio dell’arma. La casa fu messa a soqquadro, con la coppia che prese il cellualre, due assegni del valore complessivo di 7500 euro, il bancomat e due bottiglie ad uso salvadanaio in cui c’erano circa 3mila euro in monete, oltre ad attrezzatura meccanica, trapani ed altro materiale per lavoro.
La coppia fu individuata a conclusione di un’accurata attività infoinvestigativa portata avanti dalle forze dell’ordine che riuscirono a risalire ai presunti autori del raid attraverso le telecamere di videosorveglianza ed il veicolo utilizzato per arrivare sul luogo della rapina. La vittima restò per molto tempo in stato di choc, con quei due malviventi che non esitarono a picchiarlo ripetutamente con l’intenzione di farsi consegnare tutto quanto di prezioso conservasse nella sua abitazione.










