Cronaca e Attualità

Fratello e sorella aggrediscono agenti, arrestati e scarcerati

Il tutto è nato da un controllo della polizia ad Acerra all’uomo che guidava senza patente.

ACERRA – Al controllo della polizia aggrediscono gli agenti: fratello e sorella arrestati e scarcerati. E’ quanto avvenuto l’altro giorno, quando gli uomini del commissariato di polizia di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Galante, hanno bloccato Mauro ed Elisabetta Tufano, rispettivamente di 35 e 32 anni, di Acerra. I fatti: mancano una manciata di minuti alle 17 del pomeriggio del Sabato Santo, quando l’auto guidata dal 35enne viene fermata nell’ambito di una serie di controlli predisposti per la prevenzione dei reati in vista di Pasqua.

L’uomo, però, è sprovvisto della patente così che ne scaturisce inevitabilmente la contravvenzione amministrativa. La situazione, però comincia a farsi tesa in quanto – secondo la versione delle forze dell’ordine – il soggetto mostra evidenti segnali di insofferenza, con un atteggiamento aggressivo che lo porta a rivolgere frasi ingiuriose verso i poliziotti e a spintonarli. Nel frattempo sul posto arriva a suo supporto la donna, che prende le difese del fratello. Gli agenti vengono avvicinati anche da altre persone e decidono, a questo punto, di portare la coppia in commissariato invitando la coppia a salire sulla vettura di servizio. I due, però, si rifiutano continuando a rivolgersi in maniera offensiva e scagliandosi contro i poliziotti a suon di schiaffi, sperando di evitare il controllo. A causa di tale condotta tre agenti finiscono al pronto soccorso con ferite agli arti ed al volto giudicate guaribili in tre giorni. Dopo le formalità di rito vengono tratti in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e trasferiti ai domiciliari.

L’altra mattina, poi, al termine dell’udienza per direttissima, il giudice monocratico del tribunale di Nola Arnaldo Merola ha convalidato l’arresto disponendo l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, una misura cautelare meno afflittiva rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero, che si era espresso per la custodia ai domiciliari in attesa del processo che verrà celebrato con rito alternativo agli inizi di giugno. Accolte, nello specifico, le richieste del loro legale di fiducia, l’avvocato Ciro Bianco. Davanti al magistrati i due fratelli hanno ammesso le proprie responsabilità scusandosi per l’accaduto e per il loro comportamento.

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