Politica e Istituzioni

Querela del segretario a due consiglieri, la replica di Piatto alla Montesarchio

Per il presidente dell’Assise di Acerra “gli atti sono stati trasmessi, il ritardo dovuto agli avvicendamenti del personale a seguito dei provvedimenti disciplinari”.

ACERRA – Querela del segretario comunale a due consigliere comunali, arriva la replica del presidente dell’Assise Andrea Piatto (nella foto) ai ‘rilievi’ del capogruppo del Pd Paola Montesarchio. La vicenda era nata lo scorso giugno, quando la consigliera del Partito Democratico e quella del M5S Carmela Auriemma avevano presentato un documento lamentando “il cumulo di incarichi assegnati al segretario generale Maria Piscopo in maniera permanente e in assenza di vacanza di posizioni dirigenziali”. A inizio dicembre era giunta la querela del massimo dirigente dell’ente per diffamazione, mentre nell’ultima seduta dell’Assise la Montesarchio aveva chiesto al presidente Piatto il motivo della mancata trasmissione alle autorità competenti del suo intervento di giugno in Consiglio, così come da lei richiesto su precisa istanza, ritenendo così venire meno la garanzia dell’esercizio delle funzioni del consigliere comunale.

“Sono certa – diceva a Piatto il capogruppo Democrat in aula al – che la risposta la troverò nei fatti, nel suo agire, nel suo esercitare ed interpretare con rigore il ruolo che lei oggi ricopre”.

Pronta la risposta del numero uno dell’Assise: “Il ritardo nella trasmissione degli atti – sottolinea Piatto – come ho già avuto modo di informarla in precedenza, non è a me imputabile (che non può fare il passacarte per norma) ma è dovuto esclusivamente alle conseguenze degli avvicendamenti di personale che ci sono stati nell’Ufficio di supporto alla presidenza del consiglio comunale a seguito dei provvedimenti disciplinari a lei noti, nonchè alla non definizione degli uffici competenti destinatari della documentazione di cui si chiedeva la trasmissione. In gni caso gli atti sono stati tempestivamente trasmessi alla Procura della Repubblica nei tempi richiesti”. Di qui le ‘rassicurazioni’ che le risposte ai quesiti della Montesarchio “andranno trovati nei comportamenti che ognuno di noi porrà in essere nell’ambito delle rispettive responsabilità” e che la stessa sarà messa nella condizione di svolgere pienamente il proprio mandato senza alcun condizionamento o delegittimazione”. Per quel che concerne la querela Piatto precisa “di rimettersi al lavoro della magistratura” richiamando tuttavia il regolamento vigente del consiglio comunale che chiarisce i confini dentro i quali esprimere il proprio pensiero tra i colleghi ma non prevede (“né potrebbe”) riferirsi a soggetti diversi dai suoi componenti “qual è appunto il segretario comunale”.

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