Cronaca e Attualità

Rifornimento delle piazze acerrane di spaccio, Andretta e Lombardi fanno scena muta

La coppia si è avvalsa della facoltà di non rispondere: è ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta che aveva smantellato un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

ACERRA – Rifornimento delle piazze di spaccio di Acerra, in due si avvalgono della facoltà di non rispondere. E’ quanto risulta dopo l’interrogatorio di garanzia ai quali sono stati sottoposti Cuono Lombardi, di 56 anni ed Andrea Andretta, 33enne, entrambi di Acerra, colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari perché ritenuti coinvolti nell’inchiesta che ha portato dieci giorni fa a smantellare un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

Il primo è accusato dI cinque episodi di spaccio, di cui tre commessi in concorso con il complice, considerato il suo factotum e stretto collaboratore. Davanti al gip del tribunale di Napoli Marcello De Chiara hanno scelto la via del silenzio: sono difesi dall’avvocato Domenico Paolella il quale ha già annunciato istanza al Riesame. In alcune conversazioni intercettate tra Lombardi ed il suo broker, Mario Macone, 57enne di Marano, ritenuto un intermediario per fare arrivare la droga dalla Spagna, la ‘sostanza’ veniva chiamata ‘assegni’. In una circostanza era emerso come lo stesso Lombardi si fosse recato a Marano perchè non contento della qualità dello stupefacente pretendendo la restituzione del denaro.

Per la Dda l’uomo di Acerra è accusato di essere uno dei destinatari delle ingenti quantità di stupefacente – in particolare l’hashish – che il sodalizio capeggiato da Vincenzo Manauro riusciva a portare in Italia attraverso Macone. La Procura Antimafia, nello specifico, gli contesta cinque cessioni di stupefacente: da novembre del 2014 fino alla fine di gennaio del 2015 avrebbe acquistato e rivenduto quantitativi di sostanza che variavano dai 2mila fino ai 25mila euro, in tre casi supportato da Andretta. Il 56enne, imprenditore ad oggi incensurato, è considerato un punto di riferimento per rifornire le piazze di Acerra di ‘fumo’. Già i giovani pentiti della mala locale ne avevano risaltato le ‘capacità’ in questo genere di attività: per Gaetano Castaldo “gestiva in proprio l’hashish grazie ad un suo canale personale su Marano”. Circostanza, questa ribadita anche da Impero  De Falco: “Faceva ‘puntate’ importanti, anche di 100mila euro”. Il figlio del boss Ciro nei suoi verbali ha confermato anche il ruolo di Andretta, definito come colui fornitore principale”.

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