Cronaca e Attualità

Istituzioni ferme per il rilancio dell’area ex Montefibre, protestano gli operai

Le tute blu hanno sfidato la pioggia battente bloccando l’ingresso merci alle aziende ancora attive nel polo industriale di contrada Pagliarone ad Acerra.

ACERRA – Istituzioni ferme per il rilancio dell’area ex Montefibre, gli operai tornano a protestare. E’ quanto avvenuto ieri mattina ad Acerra, quando circa 70 tute blu dell’ex colosso chimico hanno bloccato l’accesso delle merci a quelle poche aziende che ancora sono produttive all’interno dell’area industriale. Insieme agli operai hanno preso parte all’iniziativa anche gli addetti della Diana Service, ditta che fa parte dell’indotto. Nonostante la pioggia battente i manifestanti hanno protestato dalle 8,30 fino alle 15 circa, quando da Roma è arrivata la conferma che entro una settimana verrà annunciata la data della convocazione del tavolo ministeriale in cui discutere seriamente del futuro del polo industriale e dei lavoratori.

Fondamentale per le comunicazioni con la Capitale l’intervento sul posto del consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Carmela Auriemma, che in costante collegamento coi vertici del suo partito, ora forza di governo, si sta adoperando per una risoluzione definitiva delle vertenza dopo anni e anni di promesse non mantenute. Nelle settimane scorse, invece, il sindaco Raffaele Letteri si era adoperato per ottenere lo sblocco del sostegno al reddito per i cento lavoratori praticamente a ‘zero euro’ da undici mesi.

Dai manifestanti, inoltre, sono giunte critiche all’indirizzo della Regione Campania, colpevole, a loro dire, di non aver fatto abbastanza. Gli stessi operai, tuttavia, hanno chiarito che qualora da Roma dovesse calare ancora il silenzio, la settimana prossima saranno previste nuove forme di protesta. Già in passato si era discusso di nuove strategie per il rilancio del polo di contrada Pagliarone, con due misure ipotizzate: lo Zes, le Zone Economiche Speciali (che prevede inventivi per chi decide di investire sul territorio) o la riconversione delle attività. Il Comune di Acerra ha posto una sola condizione: che tutto possa avvenire compatibilmente con la vocazione del territorio e che sia rispettata la sostenibilità ambientale.

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