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Acerra, un video scagiona il vigile indagato
Dalle immagini il maresciallo si sarebbe recato nel giorno incriminato con l’auto di servizio presso una ditta del posto ma senza portare via niente.
ACERRA – Un video scagiona il vigile indagato. E’ quanto emerso nel corso dell’interrogatorio difensivo del maresciallo della Polizia Municipale di Acerra accusato di peculato aggravato secondo il pm nolano De Stefano. La sua difesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Paolella, dopo la richiesta integrale degli atti, sta producendo tutta una serie di documenti che porterebbero ad alleggerire la posizione del sottufficiale. Secondo la contestazione l’uomo si sarebbe recato l’11 dicembre del 2017 presso un’azienda di Acerra con l’auto di servizio portandosi via – senza pagare – due sacchetti di pellet.
Dalle immagini prodotte dalla difesa il vigile urbano si reca effettivamente quel giorno presso la ditta ma è altrettanto evidente come ritorni in macchina senza prendere nulla. Nei tre minuti e venti secondi di video, difatti, si vede pure come il maresciallo sia accompagnato da un altro esponente della Municipale che però non scende mai dall’auto e comunque estraneo alla vicenda. L’indagato, in realtà, tornerà il giorno dopo presso l’azienda a bordo della propria auto ritirando le ‘famigerate’ due sacche di pellet che secondo la difesa, però, farebbero parte di un ordinativo datato ottobre 2017 ad opera del figlio. Un prodotto particolare, la cui consegna è stata fatta ‘un poco alla volta’.
Nell’interrogatorio, inoltre, è emerso anche come il giorno incriminato – cioè l’11 dicembre – la visita del sottufficiale sia stata dovuta a motivi di servizio: c’èra stata una segnalazione di una mancata pulizia in un fondo attiguo all’azienda e lui c’era andato in qualità di responsabile del settore terreni incolti. Una vicenda complessa, dunque, che le indagini difensive proveranno a chiarire: non si esclude che in caso di archiviazione possano partire le denunce per calunnia per qualche ambientalista locale. Il maresciallo indagato, ora, rischia il licenziamento in virtù del procedimento disciplinare a suo carico.










