Politica e Istituzioni

Trasferimento operai La Doria, la Regione convoca l’azienda

Il presidente della Commissione Attività Produttive Nicola Marrazzo riapre il tavolo di trattative.

ACERRA – “La vertenza che riguarda lo stabilimento di Acerra de ‘La Doria Spa’ resta per noi una questione ancora aperta. Già nel mese di marzo svolgemmo in commissione ‘Lavoro e Attività Produttive’ un incontro con alcuni manager della società e i rappresentanti sindacali. In quella riunione i portavoce aziendali ci confermarono l’intenzione di chiudere entro settembre lo stabilimento di Acerra, senza però che però questa decisione incidesse sui livelli occupazionali.

Questo può significare una sola cosa: chiedere ai lavoratori con 20 anni di esperienza, con famiglie e figli di abbandonare tutto e trasferirsi in altri stabilimenti del nord. Non erano questi i presupposti dell’incontro di marzo per questo ho convocato con urgenza, per venerdì prossimo un’audizione dove chiederò alla proprietà di presentarsi e di chiarire una volta per tutte le motivazioni per cui il sito di Acerra sia rimasto la Cenerentola dell’intero gruppo industriale che però, visti i bilanci e sentiti i pareri dei manager, gode di ottima salute”. E’ così che il presidente della Commissione consiliare regionale ‘Lavoro e attività produttive’ Nicola Marrazzo riapre un tavolo in regione sulla vertenza ‘La Doria’.

Prossimo appuntamento il 25 maggio, alla presenza degli assessori regionali Sonia Palmeri e Amedeo Lepore e della proprietà dell’azienda agroalimentare, dei rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni locali. “Partiamo dal presupposto che non condividiamo il percorso che La Doria sta facendo rispetto alla chiusura del sito di Acerra. Immaginare di chiudere anche questo stabilimento significherebbe infierire ancora una volta su un territorio già gravemente compromosso sia dal punto di vista industriale che occupazionale. Ed è paradossale – sottolinea Marrazzo – come ciò possa accadere nella cosiddetta Campania Felix dove sussistono le migliori condizioni agricole per produrre materie prime di alta qualità”. La vertenza è nata dopo la decisione dei vertici aziendali di chiudere il sito di Acerra e trasferire i 61 dipendenti negli stabilimenti del Salernitano (Fisciano, Angri e Sarno) ed a Parma: il nodo della questione verte proprio intorno alle undici persone da mandare in Emilia, con La Doria che secondo i sindacati avrebbe chiesto ai lavoraoti di effettuare una domanda volontaria, altrimenti avrebbe provveduto a scegliere lei stessa i nomi. “E chi non accetta verrà licenziato” la minaccia paventata a detta di Cgil e Uil.

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