Politica e Istituzioni

Lezioni di legalità alla Caporale, ‘sit-in’ contro la violenza

L’obiettivo è di sensibilizzare gli alunni sulle differenze di genere: un percorso iniziato ieri e che si concluderà il 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.

ACERRA – Alunni a scuola di legalità e non violenza. La particolare lezione si è svolta ieri mattina, alla scuola secondaria ‘Gaetano Caporale’ di Acerra, in presenza del procuratore aggiunto della Procura di Torre Annunziata Pierpaolo Filippelli e del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri. L’obiettivo dell’incontro è stato sensibilizzare i ragazzi e le ragazze sulle differenze di genere, un percorso iniziato ieri e che si concluderà il 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.

Il particolare ‘sit-in’, come è stato definito dalle docenti, con la manifestazione che si è tenuta facendo sedere tutti a terra, per una pari dignità a tutti i partecipanti, ha visto il magistrato spiegare agli studenti le caratteristiche del suo lavoro: “Sono pubblico ministero – le parole di Filippelli – si tratta di un tipo di magistrato che opera quando si pensa che sia stato commesso un reato. Il pubblico ministero deve accertare se effettivamente esiste il reato e chi lo ha commesso. Dirige le forze di polizia per scoprire il colpevole, che poi sarà processato davanti ad un giudice, con l’assistenza di un difensore”.

Nel suo racconto Filippelli ha descritto anche i processi di camorra di cui si è occupato ed i reati di violenza e usura perseguiti all’ombra del Vesuvio. Dal sindaco Lettieri è arrivato un preciso monito: “Ogni forma di violenza si alimenta quando c’è omertà. Noi tutti, quando assistiamo a qualche atto illegale, dobbiamo parlare con le istituzioni, l’unica arma che abbiamo per sconfiggere questi fenomeni è raccontare tutto agli uomini delle istituzioni. Vi prego di raccontare tutto quello che vedete ai docenti, ai genitori, di interloquire con la preside e con le forze di polizia: solo così i violenti saranno fermati. Anche io ho sempre agito in questo modo nella mia vita: camminare con le istituzioni permette di tenere a bada i male intenzionati. Questa è l’unica soluzione certa”.

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