Cronaca e Attualità

Cresce il numero dei poveri in Campania: manca il lavoro per giovani e meno giovani

In un anno il numero di persone che vive in una condizione di disagio economico è cresciuto di circa 7500 unità.

Dal Barometro Crif, alle analisi condotte dai principali comparatori online emerge un dato certo: in Italia sono aumentate le richieste di finanziamento, soprattutto quelli personali, e possibilmente a condizioni agevolate come la cessione del quinto Inps. Per alcuni analisti è sintomo di un ritorno di fiducia per il futuro prossimo, mentre per altri è un chiaro segnale del grande disagio in cui si trova un’ampia fetta di cittadini. L’ultimo dato annuale pubblicato sull’andamento del benessere o disagio sociale della Campania sembrerebbe protendere verso quest’ultima versione.

In un anno, dal 2014 al 2015 il numero di persone che vive in una condizione di disagio economico, più o meno assoluto, è cresciuto di circa 7500 unità. Un dato preoccupante ma in parte atteso considerato l’elevata percentuale di disoccupati sulla popolazione campana. Ben il 72% delle persone che si è rivolto alla Caritas è in uno stato di disoccupazione. Se il dato viene paragonato al Nord e al Centro rappresenta una percentuale molto elevata. Tuttavia la percentuale dei disoccupati rimane al di sotto della media delle regioni del Sud, che sono quelle che continuano a trovarsi nella situazione peggiore, sia statisticamente che come opportunità di trovare un impiego. Le persone disoccupate che ricoprono una posizione di maggioranza di Campania sono soprattutto le donne.

Inoltre ben 9 persone su 10 ha un domicilio, quindi non rientrano nei senzatetto, ma nella maggioranza dei casi la sistemazione non risulta adeguata. Quindi oltre 12 mila e duecento persone vive in una condizione di disagio economico ed esclusione sociale. Un numero destinato probabilmente a crescere se si considera il fatto che il reddito medio familiare in Campania non arriva  a toccare i 18 mila euro, mentre quello nazionale medio è di quasi 27 mila euro annui. Ciro Grassini, che si è occupato della compilazione di questo dossier ha messo in evidenza che “Anche nel 2015, ultimo anno di riferimento, l’economia italiana è iniziata a crescere, ma la Campania e quella che è cresciuta meno” aggiungendo che “le differenze rispetto al resto del paese sono enormi e si crea una questione meridionale, con differenze enormi in cui la Campania ha la maglia nera”. Come superare questo trend che diventa sempre più negativo? Grassini ha risposto che si possono utilizzare “tutte le misure di sostegno al reddito, ma occorre creare lavoro, perché se non diamo possibilità di lavoro ai giovani e ai cinquantenni che hanno perso il lavoro e non riescono a ricollocarsi, tutto il resto diventa impossibile da realizzare”.

 

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