La consorte dell’ex consigliere comunale di Acerra Nicola Ricchiuti si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
ACERRA – Si è avvalsa della facoltà di non rispondere la moglie di Nicola Ricchiuti, l’imprenditore nel settore della vigilanza privata ed ex consigliere comunale di Acerra che risponde di voto di scambio davanti al tribunale di Nola. Nell’udienza di ieri la donna ha preferito non rispondere alle domande del pubblico ministero e del giudice Chiara Bardi, avendone peraltro la possibilità in qualità di parente stretta dell’imputato. Sentita anche la madre di uno dei coimputati che ha deciso per il patteggiamento – Mario Calzolaio – la cui posizione verrà definita a fine mese. In aula anche il maresciallo della stazione dei carabinieri di Acerra che ha effettuato indagini legate al rilascio del porto d’armi per i dipendenti della ditta di vigilanza del politico.
Nulla, dunque, inerente il capo d’imputazione vero e proprio. Il processo è stato aggiornato al 30 gennaio, in aula sfilerà il consulente che ha trascritto le intercettazioni. Il dibattimento vero e proprio, invece, riprenderà a metà febbraio: saranno sentiti come testi alcuni esponenti della polizia che ha svolto nel merito indagini. In questo procedimento è imputato pure un altro acerrano, Domenico D’Anna.
I fatti ruotano intorno alle elezioni comunali del 2012, quando Nicola Ricchiuti – oggi difeso dall’avvocato Antonino Taranto – venne eletto nella lista di maggioranza ‘Acerra è Tua’. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe assunto la coppia di acerrani nella sua società di vigilanza in cambio del voto. Successivamente, però, secondo l’accusa, scattò il licenziamento che provocò la denuncia e la conseguente indagine.
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