Minacce e spari contro un’abitazione a via Volturno

Il fatto la scorsa notte ad Acerra, nei pressi di piazza San Pietro. La casa è quella abitata dalla famiglia di un uomo ucciso a settembre del 2015.

ACERRA – Minacce e spari all’impazzata in pieno centro. E’ quanto successo nella tarda serata di martedì nei pressi di piazza San Pietro ad Acerra, vicino l’abitazione di una donna il cui marito venne ammazzato l’anno scorso. I fatti: è da poco passata mezzanotte quando un furgone cabinato bianco giunge in via Volturno, lì dove abita la 52enne vedova di Adalberto Caruso, alias Ignazio a’mpechera, ucciso con un colpo di pistola alla testa la sera del 19 settembre mentre era seduto su una panchina proprio a piazza San Pietro, a due passi da casa sua.

Nel veicolo ci sono due persone: l’uomo seduto al lato passeggero scende dall’abitacolo e suona al citofono dello stabile. Nel frattempo grida: non si esclude che inveisse contro la stessa donna e la sua famiglia. Poi risale a bordo e mentre il furgone parte lui esplode alcuni colpi di arma da fuoco: due proiettili centrano una finestra in ferro di un’abitazione di un 58enne poco distante. Per fortuna non si registrano feriti né danni a cose, ma solo tanta paura. Viene avvertita la polizia che si porta sul posto chiamata dalla stessa 52enne: a terra vengono rinvenuti sei bossoli calibro 9×21.

Sul fatto indagano gli agenti del locale commissariato diretti dal vicequestore Antonio Cristiano. La vedova ha spiegato di non aver mai fino a quel momento ricevuto minacce né particolari richieste intimidatorie. I fatti della scorsa notte, tuttavia, si aggiungono ai due raid incendiari avvenuti quindici giorni fa in cui due attività commerciali di Acerra finirono nel mirino dei malviventi. Nella stessa notte, infatti, prima una pizzeria fu distrutta da un incendio doloso per il quale è stato denunciato un ragazzino di 16 anni e poi una bomba carta esplose davanti ad una bigiotteria di via Annunziata, dando l’innesco ad un rogo che provocò il danneggiamento esterno del negozio. I due raid non sono collegati ed hanno matrici diverse: se per il primo, conseguenza drammatica di un litigio per futili motivi successo il giorno prima, il caso può dirsi praticamene chiuso, per l’altro gli inquirenti sono ancora al lavoro. Per questo attentato è stato anche diffuso un video in cui si vede un uomo col volto coperto che agisce indisturbato nel cuore della notte della strada del centro storico di Acerra.

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