Lo ha spiegato il generale della Forestale Sergio Costa. Il dato fa riferimento al 75% dei terreni attenzionati. Terra dei Fuochi, inquinato un terreno su dieci. E’ quanto ha spiegato il Generale del Corpo Forestale Sergio Costa a Napoli a margine della conferenza stampa di presentazione del Forum Internazione PoliEco sull’economia dei rifiuti. Il dato riguarda i suoli monitorati e cartellonati dalla Forestale che ricadono in tre quarti della cosiddetta Terra dei Fuochi: l’analisi, infatti, è giunta al 75% del totale ed al momento la parte inquinata – con diverse declinazioni – arriva a non più del 10%. “Poi bisognerà procedere alla sanificazione di questi suoli” sottolinea il generale Costa.
Perché si tratta di sanificare, dunque e non bonificare “perché bonificare significa ripristinare ex ante il terreno, cioè quando non era inquinato”. E ciò non è possibile. Almeno ora, che bisogna procedere per un passo alla volta. Di qui il suo invito a modificare l’approccio contro i reati ambientali: “Non solo repressione – sottolinea – ma è necessario che vengano create le condizioni politico amministrative per isolare i criminali dell’ambiente”.
Che può significare, per esempio, chiudere certe Partite Iva. “Bisogna favorire chi non vuole essere criminale ed isolare invece chi adotta pratiche criminali” il senso del pensiero del capo della Forestale, che riconoscendo l’impegno del consorzio Polieco ha sollecitato l’azione per incentivare il corretto smaltimento dei rifiuti plastici nell’agricoltura.
“Rifiuti – certifica Costa – che vengono abbandonati e che dal 30 al 50% sono parte dei roghi tossici che avvelenano le campagne della Terra dei Fuochi”. Sulla stessa linea il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice: “Ci sono imprenditori sui quali dovremmo puntare più riflettori e alzare molto di più la voce”, ha spiegato, dopo che il Comune di Napoli ha annullato l’appalto sullo smaltimento dell’amianto vinto dalla ditta acerrana dei fratelli Pellini, condannati in Appello per disastro ambientale colposo ed ora in attesa della pronuncia della Cassazione.
“Perché certi imprenditori sono ancora in certe liste ed Avevano – ed hanno – tutti i requisiti per partecipare a certe gare ?”, l’interrogativo provocatorio del viceDema. (redazione cronaca)
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