Quattro i provvedimenti emessi dal nuovo dirigente al ramo del Comune di Acerra.
ACERRA – Quattro ordinanze, a danno dei privati, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati, in conseguenza di procedimenti amministrativi in materia ambientale avviati e non ancora definiti dal precedente dirigente all’ambiente, che nei giorni scorsi è stato anche oggetto di una sanzione disciplinare (sospensione senza stipendio per 7 giorni) per aver tardato a produrre gli atti in materia ambientale.In una sola giornata (il 3 giugno) il Segretario generale dell’Ente, (dott.ssa Maria Piscopo), dirigente del Comune di Acerra che di recente è stato incaricato di occuparsi della materia ambientale in seguito alla nuova rimodulazione dei servizi operata dall’amministrazione, ha adottato le quattro ordinanze che non erano state prodotte finora.
Provvedimenti che obbligano i proprietari ed i conduttori delle aree allo smaltimento dei rifiuti entro 30 giorni, e che sono stati adottati dal nuovo dirigente solo ieri, nonostante i sopralluoghi e le segnalazioni dei vigili urbani fossero anche vecchi di due anni. Tra i destinatari anche il fondo riconducibile ad alcuni fratelli condannati per disastro ambientale colposo. Le indagini erano state fatte tra il 2014 e il 2015.
La polizia municipale di Acerra aveva effettuato verifiche su alcuni fondi o aziende, segnalando all’Autorità giudiziaria e allo stesso Ufficio Ambiente del Comune che erano stati individuati rifiuti (o provenienze da lavorazioni edili, o materiali in plastica), in un altro caso si trattava proprio di discariche abusive a cielo aperto, o di rifiuti urbani finiti per essere incendiati e divenuti pericolosi. In una circostanza è stata attenzionata addirittura la ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti in città.
I vigili, in questo caso, avevano individuato (era il 2015) compattatori e gasoloni per la raccolta pieni di rifiuti, con la perdita anche di percolato, nei pressi del container usati per gli uffici della stessa ditta. In qualche caso il giudice aveva provveduto anche ad emettere provvedimenti di sequestro e poi di dissequestro. Una situazione ambientale davvero pericolosa, ma nonostante questo pericolo, da tutta questa attività, non erano poi scaturiti i provvedimenti amministrativi necessari per ripristinare lo stato dei luoghi e procedere allo smaltimento dei rifiuti.
Atti che sono stati, invece, adottati e pubblicati l’altro giorno sul sito del Comune, visto che il nuovo dirigente in materia, ha ritenuto sussistessero le condizioni per “la colpa dei proprietari per l’aggravio della situazione di abbandono dei rifiuti”. Tutti sono stati obbligati alla rimozione e allo smaltimenti dei rifiuti entro 30 giorni, previo anche un piano di smaltimento approvato dalle autorità pubbliche coinvolte. In caso contrario scatta la denuncia alle autorità giudiziarie e si rischia anche la pena della reclusione da uno a quattro anni e la multa da 20mila a 80mila euro. (REDAZIONE)
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