“Mio figlio è in farmacia”, ma rientra con una pizza: arrestato per evasione

I carabinieri non hanno creduto alla versione della madre attendendo il ritorno del 51enne.

ACERRA – Evade dai domiciliari per una pizza, 51enne arrestato e scarcerato. E’ quanto avvenuto l’altro giorno ad Acerra, quando i carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano, hanno bloccato Antimo Manna, originario di Sant’Antimo ma che sta scontando la misura ad Acerra.

I fatti: sono da poco trascorse le otto e mezza di domenica sera ed una pattuglia dei militari dell’Arma effettua un controllo nell’abitazione del 51enne al rione Gescal, dove è in detenzione di domiciliari. Suonano alla porta ma di lui non c’è traccia: risponde l’anziana madre, che spiega alle forze dell’ordine che il figlio è uscito d’urgenza per acquistare dei farmaci per curare una sua patologia psichica, cioè una nevrosi depressiva.

I carabinieri, quindi, si appostano nei paraggi attendendo con discrezione il suo ritorno: quando l’uomo rincasa ecco la sorpresa. Con sé non ha alcun sacchetto coi farmaci bensì una pizza. Scatta inevitabile l’arresto in flagranza per evasione dai domiciliari. Ieri mattina, poi, al termine dell’udienza di convalida il giudice monocratico del tribunale di Nola ha convalidato l’arresto accogliendo la richiesta del suo legale difensore, l’avvocato Ciro Bianco, di non applicare alcuna misura cautelare.

Il 51enne, dunque, ritorna ai domiciliari dove stava scontando un definitivo di pena. Manna era stato arrestato già la settimana scorsa per spendita di monete false in quanto condannato per questo reato commesso a Milano nel 2012. I carabinieri, dunque, solo pochi giorni fa, gli avevano notificato un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Milano e per questo motivo lo avevano sottoposto alla detenzione domiciliare.

L’uomo ritornerà in aula nelle prossime ore per il processo che si terrà con l’abbreviato: la difesa ha ottenuto, sulla base della documentazione attestante la malattia, ha chiesto ed ottenuto un rito alternativo condizionato alla perizia etica sulla sua capacità d’intendere e di volere. Nella prossima udienza verrà conferito l’incarico. (redazione cronaca)

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