Operazione dei carabinieri di Castello di Cisterna: due uomini di Caivano avrebbero chiesto mille euro al gestore del centro sportivo ad Acerra.
ACERRA – Pizzo di Natale, coppia in trappola. E’ con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso che i carabinieri del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Michele D’Agosto, hanno tratto in arresto Antonio Martino, di 44 anni e Michele Morlando, di 26 anni, entrambi di Caivano.
Sono destinatari di un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale di Napoli ed eseguito giovedì mattina in territorio di Caivano: uno è stato bloccato nella sua abitazione, l’altro mentre si recava in caserma a firmare perché sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo l’accusa avevano chiesto il ‘pizzo’ per conto del clan Lombardi, ritenuta l’organizzazione malavitosa attualmente dominante nella città di Acerra, ad un imprenditore del posto che gestisce un’attività sportiva. Si tratta del titolare di alcuni campi di calcetto dal quale, previe reiterate minacce, i due pretendevano il pagamento di mille euro a titolo estorsivo per la tranquilla prosecuzione del suo lavoro. Questi fatti sono accaduti nel periodo delle festività natalizie appena trascorse.
L’uomo, però, non ha ceduto alle pressioni degli emissari della cosca ed ha denunciato il tutto ai militari dell’Arma. Il fermo è stato convalidato venerdì mattina dal tribunale di Napoli Nord, con il giudice Daniele Grunieri che ha dichiarato l’incompetenza del tribunale con sede ad Aversa trasmettendo gli atti al gip di Napoli, che entro quindici giorni dovrà emettere una nuova ordinanza così che la difesa potrà fare presentare istanza al Riesame.
Al contempo lo stesso giudice ha emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere, con gli indagati che sono stati trasferiti presso l’Istituto Penitenziario di Napoli-Secondigliano. La denuncia dell’imprenditore acerrano, dunque, rappresenta un altro tassello fondamentale per la legalità in un’area dove sta crescendo, anche grazie ad iniziative di aggregazione sociale, il movimento antiracket.
Di recente, infatti, proprio ad Acerra c’è stata una passeggiata ‘per dire no al pizzo’ organizzata dalle associazioni locali con la partecipazione di istituzioni politiche, ecclesiastiche e delle forze dell’ordine. Un chiaro messaggio ai commercianti da parte di carabinieri, polizia e guardia di finanza: ‘non siete soli’, con la camorra ed il sopruso che possono essere vinti con l’unità d’intenti. (redazione cronaca)
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