Raid con vernice, sfregiati Castello Baronale e Municipio

Colpiti due luoghi simbolo di Acerra, rinvenute anche alcune scritte. Il sindaco denuncia gli episodi: gli autori non voglioni bene allla città.

ACERRA – Vernice rossa contro il Municipio di Acerra ed il Castello. Sulle mura perimetrali dell’antico maniero trovate anche alcune scritte che sembrano una ‘firma’ sui raid, fatte con lo stesso liquido rosso: ‘No inceneritore, no biocidio’. E’ quanto rinvenuto ieri mattina dai dipendenti comunali del Palazzo di viale della Democrazia che nell’aprire gli uffici hanno scoperto che la facciata bianca del Palazzo di viale della Democrazia era stata imbrattata. Analoga scena al Castello Baronale, dove è stato colpito anche lo stemma del Conte di Lemos, il portone d’ingresso. Qui l’azione è stata contornata anche da due slogan.

Se si tratti di un atto di vandalismo fine a se stesso o di un’intimidazione starà alle forze dell’ordine scoprirlo. Un lavoro affidato agli uomini del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano. Gli schizzi di vernice rossa che coprivano parte del muro d’ingresso dell’edificio, probabilmente lanciata direttamente da un secchio anche se non si esclude che il liquido possa esser stato contenuto in qualche contenitore tipo palloncino o in delle uova (i cui gusci sono stati ritrovati) la cui esplosione contro la parete ha provocato poi il danno.

Subito al lavoro i tecnici della ‘squadretta comunale’ adibita alle manutenzioni per ripristinare, nel miglior modo possibile, l’ordinario stato delle facciate del Municipio e del Castello. In pochissimo tempo, infatti, è stata effettuata ed ultimata l’operazione di pulizia. “Rispettiamo tutte le idee – le parole sulla vicenda del sindaco Raffaele Lettieri, che ha denunciati gli episodi – ma la lotta al termovalorizzatore non si fa sfregiando i luoghi simbolo della storia della città.

Condanniamo fermamente questo ed ogni altro gesto simile. Questi fanatismi vengono istigati da una cattiva comunicazione, per rimanere sul tema della Misericordia e della Comunicazione oggetto di un confronto pubblico organizzato dal Vescovo Di Donna. Noi abbiamo più volte ribadito con dichiarazioni ed in tribunale le nostre idee sul termovalorizzatore, ma chi vuole bene ad Acerra non la sfregia”. (RED.CRO.)

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